SUL MENADOR CON IL GIRO D’ITALIA

Come ogni anno il Giro d’Italia è passato anche in Trentino con una tappa inedita, la salita del Menador.

Grazie alla chiusura per il ripristino della strada è stato possibile, nei fine settimana, di godere della strada senza macchine, moto e biciclette. Tuttavia ci sono dei sentieri che permettono la salita e la discesa in sicurezza anche con il traffico.

Dolo la chiusura di alcuni mesi, la strada è stata riaperta proprio per far transitare la gara e di qui rimarrà aperta al traffico per tutta l’estate.

Panoramica con un sapore di storia, la strada venne infatti costruita dai Kaiserjager come strada funzionale alla guerra. Infatti collega la Valsugana con l’Altopiano di Lavarone e Vezzena, più in là.

Si parte da località Lochere di Caldonazzo e ci si arrampica in una serie di tornanti fino a Monterovere.

Amatissima dai turisti per i panorami unici, ma trafficata dai residenti per la comodità della velocità di percorso, è apprezzata da ciclisti e da chi va in moto proprio per le due peculiarità.

In molti si sono gustati la gita sul Menador con il Giro d’Italia per tifare i ciclisti in gara sui vari tornanti della strada.  L’occasione avrà sicuramente fatto scoprire un percorso per una gita che porta da valle in quota a Monterovere.

Qualche mese fa appena chiusa la strada ha rivelato tutto il suo fascino percorrendola a piedi. Perché solo a piedi si apprezza veramente per intero la natura. Si potrà infatti facilmente avere la fortuna di trovarsi a scorgere un capriolo o un camoscio.

Tuttavia vista la riapertura al transito di moto e autoveicoli, si potrà godere ugualmente del percorso grazie ai sentieri Sat che collegano i vari livelli con solo sporadici e veloci attraversamenti di careggiata.

Per affrontare la salita si può partire da due punti. Da Caldonazzo a Ponte del Rio e di lì poi collegarsi al Sentiero Sat E202, chiamato anche Strada della Pegolara, che invece sale da Trattoria La Vedova di loc Lochere di Caldonazzo.

La strada del Menador infatti ha erroneamente preso tale nomeda un Sentiero preesistente di fino 800 che però copre  il collegamente fra Santa Giuliana dove era posto il Dazio e Baita Cango a Passo Vezzena.

Quindi invece la Strada della Pegolara sarebbe la Kaiserstrasse, costruita appunto dall’esercito austriaco per collegare l’Altopiano velocemente alla valle. Il Sentiero E202 che ne conserva il nome si interseca e segue più volte parte dei tracciati della strada.

In realtà la strada non è particolarmente lunga in fatto di chilometri, benchè si alza molto velocemente. Per una gita si calcolino un 4 ore e poco più fra andata e ritorno su circa 14 chilometri e un dislivello di 1.000 metri.

Non è una gita per famiglie con bambini piccoli perché la pendenza è abbastanza forte e quindi molti passaggi sono su sentiero accidentato e in mezzo al bosco. Meglio quindi essere attrezzati con buone scarpe da trekking ed un pizzico di spirito d’avventura. Il tutto ripagato dal panorama e il contatto con la natura spettacolare del posto.

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