ALLA SCOPERTA DEI MUGHI

Solitamente i Mughi di montagna si possono trovare in quota. Eppure esiste un posto in Trentino dove i mughi si sono sviluppati ad una altitudine più bassa. Questo luogo si trova in un biotopo e l’area protetta è la meta perfetta per una semplice passeggiata ad anello.

Per andare alla scoperta dei Mughi, perché il posto prende il nome proprio da questa pianta, si dovrà raggiungere l’Altopiano del Tesino e di qui sono ben due gli itinerari con cui raggiungere la destinazione.

Siamo andati per voi a cercare questo scrigno naturale che riserva tutta una serie di sorprese. La passeggiata è adatta a tutti, anche a famiglie con bambini.

Andando alla scoperta dei Mughi, si scoprirà che l’area comprende tre conche torbose che si sono trasformate nel perfetto habitat in cui si sono sviluppate specie botaniche rare e la fauna tipica di ambienti umidi come rettili e anfibi. Al contempo è anche il luogo ideale per la nidificazione di uccelli e mammiferi. Inoltre la peculiarità del sito è la grande quantità di mughi che si sono sviluppati al centro del biotopo.

Si ricorda che i mughi , conosciuti anche come pino mugo, sono piante protette. Conosciuti per i suoi germogli e pigne ricche di essenze con cui aromatizzare grappe, liquori così come confezionare sciroppi, un vero alleato contro i mali di stagione. Essendo piante protette ovviamente la raccolta è regolamentata da protocolli provinciali.

Il sito si può raggiungere in due modi.

Arrivando da Trento si dovrà raggiungere Borgo Valsugana e di qui raggiungere Castel Ivano e poi Strigno per salire a Bieno e proseguire verso Pieve Tesino. Appena superato il Pub Betty’s Hill poco prima del laghetto artificiale, si potrà prendere la salita sulla sinistra e superati diversi tornanti arrivare a Camping Lagorai e di lì proseguire fino a I Mughi.

La seconda opzione invece prevede di raggiungere Pieve Tesino e di lì dopo aver superato il Parco fluviale Torrente Grigno salire lungo Val Malene e seguire le direzioni per Spiado. Dopo il Villaggio De Gasperi Val Malene e Maso Caporale si dovrà svoltare verso Masi Pellizzari e Maso Rippa e raggiungere I Mughi da est.

Qualora si arrivasse da Bassano si raggiungerà Gigno e di lì si seguiranno le indicazioni per Castello Tesino da cui si raggiungerà Pieve Tesino e di lì proseguire come detto.

Volendo si potrebbe raggiungere I Mughi lasciando la macchina a valle ma ovviamente si allungherebbe la gita di un paio di ore in salita. Mentre raggiungendo I Mughi in macchina si potrà lasciare il mezzo a Località Spiado dove è previsto un parcheggio libero.

La raccomandazione è di non orientarsi con mappe o percorsi trovati in internet, perché si rischia di camminare a vuoto alla ricerca del biotopo che è segnato ma non sulla strada. Quindi tanto per incominciare il biotopo lo si trova nella conca a sud passando accanto a due case di montagna con tanto di orti coltivati.

A dare il via al percorso è un grande tabellone che fa capire di essere sulla strada giusta e che invita a non lasciare il sentiero. Ed effettivamente è una buona idea, in quanto il cuore della torbiera ha pozze acquose e ci sono tratti con alberi caduti e fitta vegetazione.

Tutto il biotopo conta un 21 ettari circa e il percorso ad anello è lungo circa due chilometri e mezzo o poco meno da percorrere nel bosco e con un dislivello di 56 metri circa. Il punto più alto è a 1.300 metri circa mentre quello più basso è a 1.250 circa.

Lungo il percorso si possono incontrare dei totem artistici che raccontano fauna, flora, storia e caratteristiche del sito.

Ogni stagione può riservare un fascino particolare, ma in autunno è luogo ideale per la ricerca dei funghi, mentre in estate si potranno gustare fragoline di bosco o lamponi selvatici.

Per completare tutto il giro il tempo medio è di circa 1 ora.

Da I Mughi partono vari sentieri per ulteriori escursioni, ma questa è un’altra avventura.

All’uscita del percorso c’è una panchina in legno dove ci si può riposare e da cui si può ammirare il panorama che dall’altopiano si apre sulla Valsugana ed oltre, immersi nella pace della montagna. Anche se antropizzato infatti il luogo riserva ancora una certa tranquillità, soprattutto se si organizza la gita nei giorni infrasettimanali o nelle stagioni di minor affluenza.

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