UN VIAGGIO FRA H’MONG, CINA E STRADE DISSESTATE: HA GIANG EXTREME NORTH LOOP

Al termine dell’articolo precedente vi avevamo salutato gonfi di cibo e con un tasso alcolemico dell’1.2 perché avremmo dovuto lasciare Ha Giang e cominciare il famoso (ma non troppo) Ha Giang Extreme North Loop, un giro di 360 km nella remota e spettacolare regione. Ebbene, noi questo giro ve lo vogliamo raccontare!

Iniziamo con delle informazioni generali:
I 360 km di loop sono percorribili in un minimo di 3 giorni, di più se si intendono fare un numero maggiore di tappe. Sono richieste delle skills medio-basse di guida in quanto ci sono tratti di strada sterrata con buche, interruzioni brusche della strada asfaltata e forti pendenze: nel senso, non imparerei ad usare un ciclomotore qua (per quello è meglio se andate nel parcheggio di un supermercato dopo l’orario di chiusura) ma se avete già dell’esperienza alla guida, questo percorso risulterà fattibile.

Procurarsi il mezzo:
ad Ha Giang ci sono parecchi motonoleggi che affittano scooter automatici, semiautomatici o motociclette con cambio manuale per un minimo di 150,000 dong (poco più di 5 euro) al giorno, fino a parecchie decine di euro, a seconda di cilindrata e modello.
Noi abbiamo optato per l’opzione economica di uno scooter semiautomatico, e dobbiamo dire che avere le marce è servito parecchio in alcuni tratti; ad ogni modo, abbiamo anche incontrato persone con uno scooter automatico e lo stavano percorrendo più lentamente ma senza problemi. Controllate sempre i freni del mezzo prima di noleggiarlo, e se non vi convincono fateli sistemare o cambiate scooter: vi serviranno parecchio!

Il loop:
Vi sono svariate opzioni per accorciare, allungare o approfondire delle aree durante il tragitto: noi vi raccontiamo la nostra, ma vi riporteremo anche le altre alternative.
Il primo giorno siamo partiti intorno alle 13:00 e abbiamo deciso di coprire i primi 140 kilometri, da Ha Giang a Dong Van passando per i villaggi di Tam Son e Yen Minh, impiegandoci circa 5 ore. Attenzione alla tratta da Tam Son a Yen Minh che è piuttosto impegnativa a causa della salita e delle condizioni stradali.
Questo tratto, c’era stato detto essere il meno panoramico, da qui la decisione di coprirlo in un unico pomeriggio. Così facendo però abbiamo tralasciato alcuni punti d’interesse poco prima di Dong Van e per questo abbiamo deciso di dedicare la mattinata del secondo giorno per tornare sui nostri passi e visitare il Palazzo Hmong e la torre di Lung Cu, situati a circa 15 e 25 km dalla città, rispettivamente.

Un momento emozionante è stato quando lungo la strada per Lung Cu, ci siamo imbattuti in un’area di confine con la Cina dove la recinzione è divelta: da li è possibile intrufolarsi nella provincia cinese dello Yunnan. Qui si trova un piccolo mercatino dove i bambini vietnamiti possono comprare fuochi d’artificio, petardi (lungo la strada, prima di raggiungere il mercato, pensavamo fossero spari) cibo e bevande di origine cinese. La tentazione di avere un souvenir da questa avventura è stata troppo forte e abbiamo deciso di acquistare del pane fritto (poi scoperto pieno di muffa) e delle chewing-gum, solo per ottenere il resto in valuta cinese. Cosí, anche lo yuan è entrato nel nostro portafoglio!

La torre di Lung Cu, dopo 300 ripidi gradini, ripaga la fatica fatta, offrendo un bellissimo panorama su Cina e Vietnam.
Il palazzo Hmong invece è molto caratteristico, con uno stile architettonico dalle forti influenze cinesi. Conclusa la mattinata di approfondimento dei dintorni di Dong Van, abbiamo deciso di coprire nel pomeriggio solo i 20 km che ci separavano da Meo Vac: i più spettacolari! Una strada a ridosso di una ripida parete offre degli scenari meravigliosi su una vallata attraversata da un torrente che sfocia in un lago articifiale. Veramente una galoppata emozionante! A Meo Vac abbiamo pernottato in una carinissima guest house dove le stanze erano delle capsule colorate situate in un bel giardino terrazzato: consigliatissimo.

sdr

L’ultimo giorno ci siamo trovati dinnanzi a tre opzioni:
Concludere il loop tornando a Yen Minh, e ripercorrere la strada fatta all’andata fino ad Ha Giang.
Tornare a Tam Son da una nuova strada, e da lí ripercorrere il tragitto fino ad Ha Giang.

La terza opzione, e quella scelta da noi, è quella di estendere di qualche decina di km il loop, passando per Du Gia e ritornare ad Ha Giang su strade mai percorse. I panorami si sono rivelati molto suggestivi, il percorso corre in mezzo a risaie a terrazza e villaggi H’mong. Ma attenzione, vi sono una decina di km davvero (DAVVERO!) dissestati e polverosi!

Per noi questo loop è stata un’immersione totale nella cultura locale e nella natura incontaminata.
In tre giorni abbiamo incontrato solo 6 occidentali; i veri compagni di viaggio sono stati principalmente Dzao e H’mong, con i loro vestiti dai colori sgargianti, splendidi sorrisi, i loro gioiosi saluti, i gremiti mercati e i loro ritrovi serali per festeggiare il Têt.
Consigliamo a tutti di dedicare 3-4 giorni del vostro viaggio in Vietnam per completare questo meraviglioso loop.

Ah… Ricordatevi la mascherina prima di partire, vi eviterà ci mangiare chili e chili di polvere lungo il tragitto… noi abbiamo optato per una mascherina professionale [foto evidenza], come potete notare!

UN VIAGGIO FRA H’MONG, CINA E STRADE DISSESTATE: HA GIANG EXTREME NORTH LOOP ultima modifica: 2018-04-04T15:52:04+00:00 da The Back Pachers
The Back Pachers
The Back-Pachers nasce da un idea, un sogno, un progetto di Andrea Pacher e Veronica Franchi di raccontare in questo blog le loro avventure nel sud est asaitico e in India. Lui biotecnologo, lei ostetrica, entrambi residenti nella caotica metropoli londinese. Da sempre curiosi e desiderosi di espandere I propri orizzonti, dopo qualche anno di vita frenetica nella capitale inglese, ha iniziato ad alimentarsi in loro il desiderio di viaggiare e di scoprire nuovi paesi e culture, di prendere una pausa dagli oneri della vita occidentale e di vivere insieme, questo viaggio.
The Back Pachers

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