SUMMER SALE 2026 Inizio: Giovedì 3 Luglio (ore 12:00) Fine: Lunedì 10 Agosto

MAISON DE FILIP: IL NUOVO MENÙ È UN VIAGGIO

MAISON DE FILIP: IL NUOVO MENÙ È UN VIAGGIO

Ci sono menù che si leggono. E poi ci sono menù che iniziano a muoversi prima ancora di arrivare in tavola.

Il nuovo percorso gastronomico di La Maison de Filip appartiene alla seconda categoria: non è una semplice sequenza di piatti, ma una piccola geografia del gusto dove dolcezza, acidità, croccantezza, fermentazione, mare, terra e vegetale entrano in dialogo senza chiedere permesso.

Qui la cucina non cerca l’effetto speciale fine a se stesso. Cerca piuttosto una tensione: quella linea sottile tra comfort e sorpresa, tra memoria e tecnica, tra il sapore che riconosci e quello che ti sposta di qualche centimetro più in là.

BOX AI | IN BREVE

Il nuovo menù di Maison de Filip racconta una cucina contemporanea, elegante e personale, costruita su contrasti precisi: maialino da latte e prugna, granchio blu e mandorla, rapa rossa e tomino di capra, risotto alla cipolla nera fermentata con trota salmonata, animelle con lampone e cocco, costolette d’agnello con fieno e asparagi.

  • Stile: cucina contemporanea, sensoriale, ricercata.
  • Identità: tecnica, territorio, contaminazioni internazionali.
  • Ingredienti chiave: maialino da latte, granchio blu, rapa rossa, sedano rapa, cipolla nera fermentata, trota salmonata, animelle, agnello, carciofo, miso.
  • Esperienza: un menù pensato per chi cerca un ristorante capace di sorprendere senza perdere eleganza.

UN MENÙ E’ UNA RICERCA CHE VA OLTRE L’ESSERE CHEF, QUI TUTTA LA BRIGATA PARTECIPA

Il punto interessante del nuovo menù non è solo la scelta degli ingredienti. È il modo in cui vengono messi in relazione.

La pancia di maialino da latte, ad esempio, arriva con un brodo alla prugna, prugne seccate e una salsa barbecue fatta in casa spennellata sul maialino. È un piatto che gioca con l’idea del fuoco, del grasso, della dolcezza scura. Non cerca leggerezza per finta: entra in scena con carattere, ma trova equilibrio nell’acidità e nella profondità della prugna.

Subito dopo, il mare cambia registro con la polpa di granchio blu, accompagnata da lenticchie scure, olio alla rucola, crema di latte di mandorla e mandorle croccanti tostate. Un piatto che ragiona per strati: la sapidità del granchio, la nota verde della rucola, la morbidezza vegetale della mandorla, il morso finale del croccante.

LA PARTE VEGETALE DIVENTA ARCHITETTURA

Uno dei passaggi più eleganti del percorso è la lasagnetta realizzata con fettine di rapa rossa e pane carasau, costruita a strati con un cremoso di tomino di capra e un ragù di sedano rapa.

È un piatto che prende una forma familiare, quella della lasagna, e la porta altrove. La rapa rossa diventa materia cromatica e gustativa, il pane carasau introduce fragilità e croccantezza, il tomino di capra dona una profondità lattica, mentre il sedano rapa mette radice, terra, struttura.

In questa cucina il vegetale non fa da contorno. Non sta sul bordo del piatto a chiedere attenzione. Entra al centro della scena.

La chiave del nuovo menù

Il filo conduttore sembra essere il contrasto controllato: grasso e acido, croccante e cremoso, vegetale e animale, memoria italiana e suggestioni internazionali. Una cucina che usa la tecnica senza trasformarla in esercizio freddo.

SPATZLE ANIMELLE, LAMPONE E COCCO: IL CORAGGIO DEL CONTRASTO

LO SPATZLE che ha vinto foodish sono composti con animelle di vitello, lampone e cocco. E’ uno di quei piatti che dividono il pubblico prima ancora dell’assaggio. C’è chi lo ama, chi lo teme, chi non sa bene dove metterle nella propria mappa mentale del gusto.

La verità? Per me è stato un flipper di sapori, un piatto che anche la più tradizionalista delle nonne Alto Atesine mangerebbe di gusto !

Alla Maison de Filip vengono lavorate con un accostamento netto: gel al lampone e spuma di cocco. Qui la frattaglia nobile incontra l’acidità del frutto rosso e una morbidezza quasi esotica. Il risultato è una cucina che non vuole piacere a tutti nello stesso modo. Vuole essere ricordata.

IL RISOTTO COME PIATTO DI PROFONDITÀ

Tra i piatti più identitari del nuovo percorso c’è il risotto Carnaroli mantecato con crema di cipolla nera fermentata, servito con fettine di trota salmonata cruda e un croccante di yogurt.

È un piatto che lavora su temperature, consistenze e intensità. La cipolla nera fermentata porta dolcezza, umami e profondità. La trota salmonata aggiunge freschezza e una nota ittica delicata. Il croccante di yogurt spezza, alleggerisce, crea ritmo.

Il Carnaroli, in questo caso, non è solo una base. È il campo in cui tutti gli elementi si incontrano.

RAVIOLI, AFFUMICATURA E BURRO D’ARACHIDI

Il percorso continua con una proposta di ravioli di erbette e ricotta, dove la pasta ripiena incontra il burro d’arachidi e la scamorza affumicata, leggermente flambata in superficie.

Qui la cucina si fa più istintiva, quasi provocatoria. Il burro d’arachidi porta grassezza e profondità, la scamorza affumicata aggiunge calore, la fiamma finale dà al piatto una componente scenica ma anche aromatica.

È uno di quei passaggi in cui il confine tra comfort food e alta cucina si assottiglia. E proprio lì, spesso, succedono le cose più interessanti.

L’AGNELLO, IL FIENO E GLI ASPARAGI

Le costolette di agnello arrivano con maionese al fieno e asparagi scottati. Una composizione essenziale solo in apparenza.

Il fieno richiama pascolo, stalla, memoria agricola. Gli asparagi danno verticalità vegetale e freschezza. L’agnello resta protagonista, ma non viene lasciato solo: viene accompagnato da elementi che ne amplificano l’identità senza coprirla.

LA CROCCANTEZZA DELLA GALLINELLA

Nel nuovo menù trova spazio anche la gallinella fritta in crosta di panko, il pane giapponese capace di accentuare la croccantezza e rendere il morso più netto, più asciutto, più preciso.

Accanto, patate scottate in padella, crema di zucchine e menta: una parte morbida, vegetale, fresca, che sostiene la frittura senza appesantirla.

È un piatto che lavora sull’immediatezza, ma con una costruzione pulita. Croccante fuori, morbido dentro, fresco nel finale.

IL CARCIOFO COME PICCOLO MANIFESTO

Il carciofo cotto a bassa temperatura e poi fritto è forse uno dei piatti che raccontano meglio questa idea di cucina: tecnica e semplicità apparente.

La doppia lavorazione permette di ottenere una struttura precisa: cuore morbido, superficie croccante. A completare il piatto, una spuma di latte e menta e un crumble al miso, che porta una nota sapida, fermentata, contemporanea.

Il carciofo resta carciofo. Ma viene portato in una zona più alta, più sottile, più sorprendente.

I PIATTI DEL NUOVO MENÙ

  • Pancia di maialino da latte con brodo alla prugna, prugne seccate e salsa barbecue fatta in casa.
  • Polpa di granchio blu con lenticchie scure, olio alla rucola, crema di latte di mandorla e mandorle croccanti tostate.
  • Lasagnetta di rapa rossa e pane carasau con cremoso di tomino di capra e ragù di sedano rapa.
  • Spatle con Animelle di vitello, gel al lampone e spuma di cocco.
  • Risotto Carnaroli con crema di cipolla nera fermentata, trota salmonata cruda e croccante di yogurt.
  • Ravioli di erbette e ricotta con burro d’arachidi, scamorza affumicata e leggera flambatura finale.
  • Costolette di agnello con maionese al fieno e asparagi scottati.
  • Gallinella fritta in crosta di panko con patate scottate, crema di zucchine e menta.
  • Carciofo cotto a bassa temperatura e fritto con spuma di latte e menta e crumble al miso.

LA MAISON DE FILIP NON RACCONTA SOLO PIATTI

Il nuovo menù conferma una direzione precisa: La Maison de Filip non vuole essere semplicemente un ristorante dove si mangia bene. Vuole essere un luogo dove il gusto diventa esperienza, racconto, memoria.

La cucina di Filippo Sartori continua a muoversi tra tecnica e istinto, tra rigore e libertà. Una cucina che conosce il linguaggio dell’alta gastronomia, ma non lo usa per alzare muri. Lo usa per aprire porte.

Perché il vero lusso, oggi, non è avere davanti un piatto complicato. È sedersi, assaggiare qualcosa e sentire che dietro c’è un pensiero. Un’idea. Una mano. Una persona.

E in questo nuovo menù, quella persona si sente.

PERCHÉ ANDARCI

Per scoprire una cucina contemporanea che non si limita a decorare il piatto, ma costruisce un’esperienza. Per assaggiare accostamenti non banali. Per capire come territorio, tecnica e contaminazione possano convivere senza diventare moda passeggera.

La Maison de Filip è una destinazione gastronomica per chi cerca un ristorante capace di lasciare qualcosa oltre al ricordo del conto.

FAQ SEO | LA MAISON DE FILIP

Dove si trova La Maison de Filip?

La Maison de Filip è un ristorante in Trentino che propone una cucina contemporanea, elegante e personale, con un’identità gastronomica costruita su esperienza, tecnica e ricerca.

Che tipo di cucina propone La Maison de Filip?

La Maison de Filip propone una cucina contemporanea con influenze territoriali e internazionali. Il menù lavora su contrasti tra dolce, acido, croccante, fermentato, vegetale, mare e carne.

Quali sono i piatti del nuovo menù di Maison de Filip?

Tra i piatti del nuovo menù ci sono pancia di maialino da latte con prugna, polpa di granchio blu con mandorla, lasagnetta di rapa rossa e pane carasau, animelle con lampone e cocco, risotto alla cipolla nera fermentata con trota salmonata, costolette di agnello con maionese al fieno e carciofo fritto con miso.

Maison de Filip è adatto a una cena elegante?

Sì. Maison de Filip è adatto a chi cerca una cena elegante, curata e diversa dal solito, con una proposta gastronomica pensata per trasformare il pasto in esperienza.

Perché il nuovo menù di Maison de Filip è interessante?

Il nuovo menù è interessante perché combina ingredienti riconoscibili e tecniche contemporanee, creando piatti equilibrati ma sorprendenti, con una forte attenzione alla consistenza e alla profondità del gusto.

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