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GIULIA CASONATO INTERVISTA ALLA SINDACA DELLA NOTTE PART.II

Ripartiamo con l’intervista di #trentinodavivere alla “sindaca della notte” GIULIA CASONATO…

Giulia Casonato:

“…Poi sono stati individuati degli spazi da testare come i parchi o Piazza Dante…”

Una riqualificazione di Piazza Dante?

E’ una parte della città vicinissima al centro eppure appartata dalle enormi potenzialità. Inoltre ridare vita ad un luogo è una forma di riappropriazione da parte dei cittadini.

Andrà ragionato sull’illuminazione da incentivare, ma sono tematiche già da tempo sul tavolo.

Per spostarsi?

Fa sorridere, pensando a metropoli come Milano, sentire commenti di chi lamenta che raggiungere San Bartolomeo dal centro sia impossibile. Ad ogni modo sia un incremento delle corse di autobus urbani a cura della Pat che i monopattini elettrici possono togliere pure questo ostacolo.

Come si concilia essere giovane ed avere un ruolo istituzionale?

Sono due punti di forza perché come giovane mi interfaccio con i ragazzi e comprendo esigenze, potenzialità, idee.

Vedo tante risorse e tanta potenzialità attorno a me.

E’ facile coinvolgere quindi i giovani e volendo fare un esempio virtuoso posso citare il Poplar Festival, fatto dai giovani assieme ai giovani e per i giovani, ed è la formula del suo successo.

L’istituzione ha il compito principale di sostenere tutto questo e io essendone all’interno sono la persona giusta per dare consigli o spiegare l’iter da seguire.

Il calendario Trento Aperta ha appuntamenti trasversali adatti a tutti e dislocati su tutto il territorio comunale, lo stimolo è quello di creare una cittadinanza attiva e la risposta da parte dei giovani non manca.

Per intercettare il pubblico?

Le Politiche Giovanili stanno lavorando su Instagram e Tik Tok ma per ora con le norme di contenimento non è il caso di pensare a grandi eventi e pubblici massicci.

A settembre Piazza Dante debutta come centro attrattivo con un progetto legato al Poplar e alle Associazioni Universitarie, vediamo come evolve tutta la situazione anche legata alla pandemia.

Sicuramente verrà istituito un tavolo di discussione per trovare la via.

La sensazione qual è?

E’ di aver preso la direzione giusta, poi la strada da percorrere è lunga, ma insistendo verrà percorsa.

Com’è essere giovani ed avere un ruolo istituzionale?

Sono consapevole che mi manca l’esperienza e quindi studio di più, mi impegno di più e faccio al meglio.

Non mi pesa il commento sull’età, mi pesa quello in quanto donna.

Ci si scontra con una cultura patriarcale  e maschilista, c’è molto da lottare.

Quando mi confronto con donne più grandi hanno quasi una rassegnazione di un dato di fatto, invece si deve lavorare per istituire un bilancio di genere in Comune.

Alle donne viene precluso l’accesso a troppi posti di lavoro ed un bilancio Istat post pandemia su 101mila casi di perdita o abbandono del lavoro 99mila sono donne.

Dobbiamo creare strumenti per la parità di genere. Donne laureate che poi non accedono alla professione sono investimenti perduti, una perdita di crescita economica del paese. Si deve lavorare sulla cultura sia circa esigenze e socialità giovanile, che sulla parità di genere. A beneficiarne è la società tutta che rischia di far morire risorse non permettendo a queste di fiorire e dare frutti.

Ringraziamo di CUORE Giulia per la sua disponibilità e le auguriamo

BUON LAVORO!

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