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UN CAPITOLO DA LECCARVI I BAFFI: ALLA SCOPERTA DELLO STREET FOOD DI HANOI

Vi abbiamo già accennato la nostra ossessione per il cibo, giusto? Ebbene, non si può parlare di Vietnam senza una menzione allo street food di Hanoi.

Il Vietnam porta con sé una grande reputazione quando si parla di cibo e di caffè, e credeteci, questa reputazione è assolutamente meritata! La cucina vietnamita è una delle più variegate ed è stata fortemente influenzata dalla sua geografia e dalle differenti dominazioni o influenze subite nel corso degli anni, in particolare quella Khmer, cinese e francese. Le pietanze, proprio come in Italia, variano moltissimo da regione a regione, da nord a sud o a seconda dell’ambiente. Mentre le montagne del nord e gli altipiani centrali forniscono carne e deliziosa frutta e verdura, i 3200 km di costa e l’intensa attività di pesca permettono a questa nazione di vantare anche un numero indefinito di piatti di pesce e crostacei, sia fritti, sia grigliati e conditi con aglio, zenzero e limone o marinati con salse agrodolci.

Ma basta con le chiacchiere, è tempo di farvi salivare!

La prima cosa che subito colpisce non appena si entra nel vero centro vitale di Hanoi, l’Old Quarter, è il numero spropositato di ristoranti, caffetterie ma soprattutto di bancarelle ai lati della strada. Che tu decida si entrare in un ristorante e scegliere da un menù, o di sederti su seggioline di plastica alte 40cm e mangiare al lato di una strada (a volte anche in mezzo alla strada) di fronte a bancarelle spesso specializzate in un unico piatto, quello che ti verrà proposto sarà una varietà incredibile di pietanze dagli ingredienti più disparati e curiosi.

Uno dei piatti principali in Vietnam, e specialmente nel nord, è il Phó (attenzione a pronunciarlo con la O aperta, altrimenti starete ordinando una “strada”), una zuppa di noodle con verdura e generalmente o pollo o manzo, rispettivamente Phò Gà e Phò Bó: questo piatto lo troverete ovunque, in quasi ogni bancarella e in quasi ogni strada (Pho).

Oltre a questo, potrete degustare senza troppa ricerca i BBQ, degli spiedini di carne alla griglia, di ogni animale e di ogni parte dell’animale, insaporiti con delle salse locali, e i famosi Bahn Mi, ovvero delle baguette farcite con verdura, carne, o pesce.

Ma non volevamo di certo fermarci ai cibi più comuni, per cui abbiamo deciso di affidarci da un servizio offerto da studenti, raramente gratuito, ma comunque a prezzi più che ragionevoli, che ci hanno portato in giro per l’Old Quarter a scoprire i piatti tipici della tradizione da bancarelle o da anonime bettole, che un turista di certo non sceglierebbe per consumare un pasto. Beh, è stata un’esperienza incredibile!

Cosa abbiamo mangiato? Non scalpitate, ora ve lo raccontiamo!

La prima tappa è stata un ristorantino microscopico, con una scaletta ancora piū piccola che portava ad un piano superiore con 2-3 tavoli in legno. Li ci sono stati serviti dei Bahn Cuon, dei sottilissimi fogli di riso al vapore ripieni di carne di maiale, funghi e gamberetti, da intingere in una salsina profumatissima.

Poi ci siamo spostati in un altro posto, caratterizzato da un “odore” che ricorda un paio di calzini dopo sette partite di calcio consecutive (dato dalla salsa di pesce), per mangiare il favoloso Bun Chá, una zuppa agrodolce con delle polpettine di maiale grigliate, a cui si aggiungono dei noodle e delle foglie fresche di menta, insalata e coriandolo: questo ci ha particolarmente colpito e ci siamo dovuti ritornare anche un’altra volta da soli.. non è mai abbastanza!

A seguire un classico Bahn Mi fatto come Dio comanda e dei dolci stranissimi a base di tapioca, fagioli rossi dolci, taro (un tubero dalla polpa viola), patate e altre stranezze; infine, per digerire, la studentessa che ci faceva da guida ci ha portato ad assaggiare una specialità di Hanoi, l’Egg Coffe, Caphe Truong: un caffè vietnamita filtrato alla perfezione con sopra una specie di zabaione composto da tuorlo d’uovo e latte condensato. Che delizia! Cremosissimo e gustosissimo! La cosa divertente è che per raggiungere questo bar bisognava passare attraverso un negozio di borse, percorrere un corridoio e salire delle strette scale in pietra. Ora, dimmi, se sei un turista e nessuno te lo dice, come fai a trovarlo?

Un’esperienza davvero interessante, formativa e, ovviamente, deliziosa!

Da quel momento abbiamo deciso di spingerci sempre di più alla ricerca di questi localini e bancarelle e questo ci ha permesso di venire a conoscenza con altrettanti piatti prelibatissimi, come la zuppa di noodle e lumache (Bun Oc) servita al lato di una strada stando seduti su dei tavolini di plastica. Li non c’è manco bisogno di guardare il menù: fanno solo quella! Quindi basta sedersi e in base al numero di persone attorno al tavolo verranno automaticamente servite un numero equivalente di zuppe.

Altri piatti includono degli involtini di maiale agrodolce, o dei raviolini ripieni di gamberetti, dei Miei Xao Luon (un piatto di noodle con verdure e anguilla fritta) e i Chao Su’On , un porridge con pezzettoni croccanti di maiale e pane fritto.

Per i nostri amici vegetariani, non preoccupatevi, qui non è come le Filippine: ognuno di questi piatti, su richiesta, può essere servito anche senza la componente carne/pesce, quindi potrete comunque gustare dei favolosi e saporitissimi piatti meat-free.

Potremmo parlarvi per giorni delle delizie che abbiamo sperimentato ad Hanoi, ma poi rischiereste di mangiarvi lo schermo del pc per la fame, quindi ci fermiamo qui! ☺

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UN CAPITOLO DA LECCARVI I BAFFI: ALLA SCOPERTA DELLO STREET FOOD DI HANOI ultima modifica: 2018-03-21T15:45:30+01:00 da The Back Pachers
The Back Pachers
The Back-Pachers nasce da un idea, un sogno, un progetto di Andrea Pacher e Veronica Franchi di raccontare in questo blog le loro avventure nel sud est asaitico e in India. Lui biotecnologo, lei ostetrica, entrambi residenti nella caotica metropoli londinese. Da sempre curiosi e desiderosi di espandere I propri orizzonti, dopo qualche anno di vita frenetica nella capitale inglese, ha iniziato ad alimentarsi in loro il desiderio di viaggiare e di scoprire nuovi paesi e culture, di prendere una pausa dagli oneri della vita occidentale e di vivere insieme, questo viaggio.

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