PERSON OF INTEREST PREVIDE PALANTIR DI THIEL
Mentre Pieter Thiel parla di Anticristo e si accaparra contratti milionari con cui si impossessa dei dati mondiali, Person of Interest ci avvertiva del pericolo.

Person of Interest del 2011, da poco pubblicato su Netflix, nelle sue 5 Stagioni ci avvisava del pericolo del controllo totale a cui andavamo incontro. Assieme a Minority Report, la creazione di Jonathan Nolan, fratello dell’altrettanto famoso Christopher Nolan, si inserisce nel filone delle pellicole predittive. Quei prodotti cinematografici che in qualche modo hanno previsto la realtà, e ce l’hanno raccontata con largo anticipo.
Un po’ come i Simpson, che in molte puntate hanno anticipato fatti o situazioni poi avvenuti veramente. Sebbene il papà dei Simpson Matt Groening, con il rilascio degli Epstein Files, si scopre andava a colazione, pranzo e cena con quella elites che stava tramando e plasmando la realtà in cui viviamo. Quindi in molti si è instillato il dubbio che semplicemente Groening si divertiva a inserire nel cartone frammenti dei piani orditi nei salotti segreti dell’Isola Epstein. Niente sfera di cristallo quindi.

Per quanto riguarda Person Of Interest invece ci piace pensare che Nolan avesse intuito la pericolosità dell’uso della tecnologia, e, con largo anticipo, ci stesse mettendo in guardia. Sono temi cari a Jonathan Nolan, quelli dell’Intelligenza Artificiale e il controllo di massa. Idea sviluppata soprattutto nel film Westworld dove si spinge ad indagare non solo la creazione di esseri robotici praticamente identici all’uomo, ma anche capaci di sviluppare una autocoscienza. Quale conseguenza comporta dal punto di vista etico per l’manità la creazione di una nuova forma di vita, anche se robotica?. Una domanda a cui tutt’oggi nessuno ancora si pone il compito di dare una risposta.

Ma facciamo un passo indietro. Era il 2011 quando Person of Interest vedeva la luce. La serie televisiva si sviluppava in una sorta di crime story, in cui ogni puntata veniva risolta a se stante, benchè ogni appuntamento era legato da un filo rosso narrativo che sempre più sviluppava la trama narrativa. La narrazione ruota attorno al personaggio Harold Finch, Michael Emerson, ingeniere informatico, e John Reese, Jim Caviezel, ex militare ed asset di intelligence.
ATTENZIONE SPOILER
Finch ingaggia Reese come uomo sul campo per intervenire su soggetti individuati da un programma di sorveglianza, che verrà chiamata La Macchina, creata da Finch per conto del Governo degli Stati Uniti. Il progetto nato all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle avrebbe dovuto incrociare tutti i dati internet per scongiurare attentati terroristici o attacchi alla Nazione. Ma La Macchina produceva giornalmente “casi” da attenzionare. E proprio a questi soggetti Finch si interessa guidato dalla macchina.

Stagione dopo Stagione, Person of Interest srotola il filo rosso narrativo svelando i retroscena della vita di Finch e della creazione della Macchina. Sviluppa un rapporto quasi umano fra padre putativo e IA, che da Finch viene educata all’etica, la morale, il pensiero umano e il rapporto con l’umanità di cui la Macchina è chiamata a farsi protrettrice.
Puntata dopo puntata però si viene anche a conoscenza di un Deep State che si vuole impossesare della Macchina per uno spietato desiderio di controllo. La macchina infatti processa e intreccia milioni di dati in pochi secondi, intercetta tutte le bricioline che ogniuno di noi lascia dietro di se nel web. La Macchina ha accesso a ogni telecamera, che siano quelle ormai posizionate in ogni angolo delle città, ma anche quelle che abbiamo in casa e di cui spesso siamo inconsapevoli. Non solo riconoscimento facciale, quando ancora il riconoscimento facciale non si sapeva cosa fosse, ma anche intercettazione audio, fra microfoni esterni o dei cellulari.

Ecco che Nolan esplora quello che oggi chiamiamo capitalismo della sorveglianza. Quel tema tanto caro a soggetti come Peter Thiel, ma non solo. Per Nolan tuttavia la tecnologia non è intrinsecamente buona o cattiva. E’ l’uso che ne viene fatto, da parte di chi la possiede e di pari passo la delega alle IA delle decisioni, che sono il campanello d’allarme suonato da Nolan.
Se dunque la Macchina di Finch usa le sue capacità per il bene, scongiurare morti o fatti criminali, Person of Interst introduce il lato oscuro della Macchina. Entra qui in gioco non solo una fazione che vuole prendere possesso della macchina per sete di potere onnipotente grazie ad essa. Ma anche una Macchina antagonista. Nel mondo duale in cui viviamo è evidente che deve esserci sempre il buono e il cattivo, la luce e il buio. Ma forse è anche il modo con cui esporre il pericolo intrinseco di un progetto di controllo che il Governo ha già in uso.

Se noi nel 2011 ci lludavamo che la Macchina non esistesse, oggi sappiamo che non solo esisteva e ci controllava, ma è pronta ad ingabbiarci. Ecco che in questi anni abbiamo solo addestrato il nostro sorvegliante, regalando dati. Come impronte digitali legate alla nostra identità, con cui accedere al nostro cellulare, riconoscimento facciale sempre come chiave di accesso al cellulare per esempio. Ma non dimentichiamo il periodo Covid in cui si sono dati i propri tratti somatici ad ogni ipad di accesso.
E cosa dire della Smart City? Abbiamo permesso ai nostri elettrodomestici di sondare non solo le nostre abitudini ma anche il luogo in cui viviamo. E’ risaputo che gli aspirapolvere autonomi mappano e riprendono gli ambienti in cui circolano. Le Tv hanno telecamera e microfono sempre accessibili da remoto. E vogliamo parlare dei social? Oppure di giochi virtuali come quello in cui utenti dovevano cercare in giro i bersagli e inquadrarli. Oggi sappiamo che utenti paganti hanno contribuito alla mappatura di esterni ed interni per conto di una ditta che ora vende tale mappatura a terzi. Con Pokemon Go quindi si è addestrato l’AI di Niantic, pensando che fosse un gioco.

La Macchina vede e sente tutto, legge tutto e ci segue costantemente in internet ,a amche nella vita reale. Basterà decidere come utilizzare i dati raccolti. E se a deciderlo è un personaggio che parla di Anticristo e ipotizza una società in cui l’elite al comando deve avere poteri illimitati sovrastatali così da prendere decisioni senza passare per le lungaggini della democrazia o del dibattito, allora siamo davvero nei guai.
Ecco Palantir, La Macchina che setaccia tutti i dati. Thiel sta solo capitalizzando il suo ruolo. E’ì di recente firma il contratto con l’Inghilterra di commesse milionarie di Palantir e l’amministrazione inglese. Non poche sono state le proteste di ospedali e istituti che hanno lamentato la perdita di privacy e sovranità dei propri dati. Ancor pià recente è l’accordo con il Governo Italiano. Una cessione a Palantir, costata vagonate di soldi dei contribuenti, per farsi gestire i dati dei contribuenti stessi. Tutti in mano ad un solo uomo che mostra manie di onnipotenza con farneticazioni messianiche e dubbie amicizie e frequentazioni. Vedasi Epstein.

Insomma Thiel ama tanto parlare di Anticristo indicando il morente sistema economico del globalismo, i temi etici e di tutela di ambiente e diritti, nonchè la Cina con il suo progresso tecnologico, come i prodromi dell’Anticristo. Per Thiel pure le religioni, compresa la Chiesa sono da cancellare perchè si fondano sulla fede e non sulla tecnologia. Ebbene forse il soggetto sta solo cavalcando le paure del momento per venderci il suo impero tecnologico di cui detiene per benino l’interruttore.
Se già Edward Snowden ,Whistleblower ed ex consulente tecnico per la National Security Agency (NSA) e la CIA, nel 2013 rivelò al mondo programmi top secret di sorveglianza di massa della NSA. Il mondo non si rese conto del pericolo nemmeno di fronte documenti segreti che divulgò sui programmi di sorveglianza telefonica e internet (es. PRISM) del governo statunitense e britannico. Lo stesso valse per Person of Interest.

Alla luce dei file Epstein, dove Thiel appare a più riprese in affari con il soggetto per la creazione di una elite al di sopra delle leggi che governi il mondo attraverso la tecnologia, forse il mondo dovrebbe aprire gli occhi. Chi oggi non comprende il pericolo a cui stiamo andando incontro è un ingenuo che balla sul ponte del Titanic mentre l’acqua gli è già alle ginocchia.
Palantir non solo è La Macchina che processa dati. Ma è anche la IA che prende decisioni. E i frutti si sono visti nel conflitto in Iran. Dove Palantir gestisce ogni missile e ogni obiettivo. Dopo aver già dato il suo contributo in Palestina.
Un solo monito:Rimaniamo umani. Vale su tutte ricordare di quando sfiorammo la Terza Guerra Mondiale per una decisione umana. Non tutti conosconola storia di Stanislav Evgrafovič Petrov. Anche perchè di lui la storia cancellò ogni ricordo. Egli è stato un tenente colonnello sovietico , l’eroe, che il 26 settembre 1983 evitò una probabile guerra nucleare.Mentre il mondo dormiva sonno tranquilli, si trovò a dover prendere una drmmatica decisione.
Eravamo in piena Guerra Fredda, la tensione era altissima per il recente abbittimento del volo KAL 007 coreano. Mentre prestava servizio si accesero i segnali del sistema di allarme che indicavano il lancio di missili statunitensi. Decise di ignorare il protocollo. Non avvertire i suoi Superiori e confidare sull’intuito che gli diceva si trattava di un falso allarme causato da riflessi solari.Ma anche dal fatto che un attacco USA non sarebbe stato plausibile con soli 5 missili. Il pericolo sarebbe stato quello di una controffensiva automatica ad un possibile attacco. Quell’uomo con il suo buonsenso e la sua intuizione evitò un conflitto nucleare.

Ma cosa avrebbe deciso una macchina?. Tutti noi abbiamo visto il film War Games. Sappiamo perfettamente cosa avrebbe fatto la Macchina. E in un mondo in mano a IA e macchine non c’è spazio per l’eroe da film che insegna il gioco del Tris alla Macchina così da persuaderla a stufarsi di un gioco in cui è praticamente impossibile uscirne vivi.
Palantir è la Macchina che incrocia freddi dati ed elabora strategie prendendo decisioni. La visione di Thiel è un medioevo tecnologico in cui una piccola nobiltà al di fuori e al di sopra ogni regola decisa dalla Macchina e in una sorta di giardino dell’Eden dove la Macchina non ha accesso, governa su un mondo del tutto gestito da algoritmi in un controllo totale.
La vera guerra in atto è fra elite e popoli. Nonchè su chi tiene in mano il joystick. Un mondo Orwelliano in cui più elites si dividono il mondo in alcune macroaree. Così da mantenere la dualità del divide ed impera. Ma di certo un mondo totalmente differente da quello che conosciamo oggi.
Person of Interest ci introduceva nel mondo delle IA, del controllo, della sorveglianza tecnologica e del potere, Palantir oggi è già molto più avanti e dipinge un futuro distopico e senza scampo. Il caos di cui è potatore l’umanità è la serie di sassolini dell’ingranaggio che potrebbe rallentare o ingrippare la Macchina.

VOTO 10. Da guardare o riguardare per vedere oggi ciò che Nolan aveva intuito con oltre dieci anni di anticipo. Sa pendo che siamo molto più avanti ancora. Un mondo che sta per abbracciare in transumanesimo. La fusione di uomo e macchina. Essere consapevoli ci da la possibilità di scegliere. Magari essere quel sassolino nell’ingranaggio. E, se il tema non interessa, Person of Interest è un telefilm di azione, ben recitato e di altissimo livello che può essere goduto anche solo come intrattenimento.

















