NON SIAMO + IN GRADO DI FARE LA SPESA
NON SIAMO PIÙ CAPACI DI FARE LA SPESA
di Daniel Cerami
BOX A | RISPOSTA RAPIDA
Fare la spesa oggi è diventato più difficile di un tempo. Studi e ricerche sul comportamento dei consumatori mostrano che aumentano gli acquisti frequenti, si riduce la pianificazione settimanale e cresce la fatica decisionale davanti a troppe opzioni. Il risultato è semplice: si va più spesso al supermercato, si spende di più senza accorgersene e si organizza peggio la dispensa.
Non siamo più capaci di fare la spesa.
E no, non è una provocazione costruita per fare rumore. È una constatazione. Io, per primo, me ne accorgo ogni settimana.
Mi capita spesso di andare al supermercato ogni due giorni. Venti euro alla volta. Una cifra che lì per lì sembra quasi innocua, ma che a fine mese diventa un salasso silenzioso. Ed è proprio questo il punto: non è tanto il singolo acquisto, ma la somma di tanti piccoli acquisti senza una logica vera.
Una volta, invece, la spesa aveva un ordine. C’era il giorno della spesa. Il giovedì, il sabato, poco cambia. Si andava, si comprava il necessario, si riempiva la casa e si sapeva che quella dispensa avrebbe sostenuto la settimana. Il pane e il latte si recuperavano eventualmente in corsa, ma la struttura era già lì. Oggi no. Oggi entriamo nei supermercati senza un piano, senza una visione d’insieme, spesso senza sapere davvero cosa ci serva.
BOX B | COSA DICONO STUDI E RICERCHE
Le ricerche sui consumatori e sulla psicologia delle scelte sostengono questa percezione. Negli ultimi anni è aumentata la frequenza delle visite ai punti vendita, mentre si è ridotta la spesa grossa pianificata. In parallelo, diversi studi parlano di decision fatigue e choice overload: quando abbiamo troppe opzioni davanti, decidiamo peggio, compriamo con meno lucidità e finiamo per tornare più spesso a comprare ciò che non abbiamo organizzato prima.
Il problema, quindi, non è solo economico. È mentale. Oggi ci troviamo davanti scaffali pieni, offerte continue, promozioni, formati famiglia, prodotti pronti, prodotti fit, prodotti bio, prodotti furbi, prodotti che sembrano inventati apposta per toglierci lucidità. E il cervello, semplicemente, si stanca. Più scelta non significa più libertà. A volte significa più caos.
Prendiamo la nostra città, Trento. Basta guardare la zona di Trento Nord per restare colpiti: una quantità impressionante di supermercati, discount e punti vendita concentrati in pochi chilometri. E la cosa che fa pensare è che siano quasi sempre pieni. Ma non solo. Spesso ci trovi dentro le stesse facce. Le rivedi. Le incroci. Le riconosci. Segno che non sei l’unico ad andare a fare la spesa un giorno sì e uno no. È come se fossimo entrati tutti in una routine spezzettata, continua, poco razionale.
E questo aumento esponenziale dei supermercati non è neutro. Quando hai tutto a portata di mano, perdi il bisogno di pianificare. Rimandi. Dici: ci passo domani. Poi ci ripassi dopodomani. E così la spesa non è più un gesto organizzato, ma una specie di rubinetto aperto.
BOX C | PERCHÉ SUCCEDE OGGI
- Ci sono molti più supermercati e sono sempre vicini.
- Le famiglie sono più piccole e cresce la vita da single.
- Si cucina meno in modo programmato e più in modo impulsivo.
- Troppe alternative riducono la qualità delle decisioni.
- La spesa quotidiana sembra leggera, ma pesa moltissimo sul mese.
C’è poi un aspetto che pesa più di quanto si dica: la solitudine. Fare la spesa quando vivi da solo, o quando alterni giornate da solo a giornate con i figli, cambia completamente il ragionamento. Manca spesso la voglia di strutturare, manca la forza mentale per pensare in prospettiva, manca il desiderio di cucinare qualcosa che duri più giorni. Così si compra per emergenza, per istinto, per necessità del momento. Non si costruiscono più pasti. Si tamponano vuoti.
Ed è proprio questo il cuore del problema. Abbiamo perso, o stiamo perdendo, la capacità di comprare ingredienti pensando a cosa possono diventare. Un tempo si prendevano cose semplici e si costruivano piatti. Oggi spesso si comprano soluzioni temporanee. Non pensiamo più: con questo ci faccio tre pranzi, con questo copro due cene, con questo sistemo la settimana. Pensiamo: cosa mangio stasera?
La differenza sembra minima. In realtà è enorme. Perché tra il costruire e il tappare c’è di mezzo un intero modo di vivere.
BOX D | LE CONSEGUENZE REALI
- Si spende di più senza percepirlo subito.
- Si spreca più cibo.
- Si mangia spesso peggio.
- Si vive la spesa come un’incombenza continua.
- Si perde il controllo del quotidiano, un pezzo alla volta.
Non è nostalgia da bar. Non è il solito “una volta era meglio” buttato lì tanto per fare scena. È che oggi abbiamo molto più accesso, molta più scelta, molti più punti vendita, ma meno struttura, meno logica, meno capacità di organizzarci davvero.
Ed è per questo che la domanda non è soltanto quanto costa fare la spesa oggi. La domanda vera è un’altra: perché non riusciamo più a farla come un tempo, con criterio, semplicità e visione?
Forse perché siamo più stanchi. Più soli. Più frammentati. Forse perché viviamo dentro un sistema che ci spinge a consumare continuamente invece che a organizzarci bene. O forse perché anche un gesto semplice come riempire il frigorifero è diventato lo specchio perfetto del caos in cui viviamo.
Il carrello, oggi, non pesa solo per quello che contiene. Pesa per quello che racconta di noi.

















