DON DET

Da una settimana in Laos e già abbiamo un articolo fresco fresco per voi!

Prima tappa della nostra avventura laotiana è Don Det, un Isola sul Mekong al confine con la Cambogia. Don Det non è l’unica Isola in questa zona, ve ne sono migliaia: non per niente quest’area del Laos è conosciuta col nome (probabilmente esagerando) di 4000 isole, o Si Phan Don, in lingua locale.

Alle prime luci dell’alba abbiamo lasciato la Cambogia su un autobus scricchiolante che ci ha portato, attraverso una strada sterrata e dissestata fino alla frontiera con il Laos.

oznor

Alla frontiera un uomo si è offerto di sbrigare la burocrazia per ottenere il visto al posto nostro per “soli” 10 dollari: no grazie! Quindi zaino in spalla e via a piedi verso la dogana. In pochi minuti abbiamo compilato i documenti richiesti, abbiamo pagato l’importo necessario per ottenere il visto (per gli italiani corrisponde a 35$, più 2$ per il timbro e 2$ per l’uscita dalla Cambogia) e siamo entrati in Laos, risparmiando 10$. Questo processo è molto semplice e veloce, per cui non credete al “funzionario” che vi promette questo servizio, dicendovi che il processo è lungo, che la dogana chiude dalle 13.00 alle 17.00 e che vi toccherà aspettare 4 ore, o chissà quale altra fantasia per spingervi a pagarlo per ottenere il vostro visto. Dalla frontiera a Don Det sono solo pochi chilometri di autobus e circa 10 minuti di traghetto.

Questa graziosa isoletta è una tappa piuttosto comune per i backpackers che transitano dal confine cambogiano e per questa ragione l’isola offre svariati tipi di alloggi, da capanne di paglia in riva al fiume, a guesthouse in legno, a veri e propri resort di classe; Inoltre vi sono numerosi ristoranti che propongono cucina occidentale, indiana, vietnamita e ovviamente laotiana.

L’isola sostanzialmente si divide in due “sides”: il Sunset side, più alternativo, con svariati reggae bar lungo il fiume, ma anche più rumoroso a causa del traffico di barca nel canale, e i bungalow su quel lato a mezzogiorno sono dei forni. L’altra invece è il Sunrise side, più tranquillo, seppur meno vivace. Dopo una breve perlustrazione abbiamo trovato una graziosa guesthouse sulla Sunrise side in riva al fiume, gestita da un’amorevole vecchietta che non capiva una parola in inglese e rispondeva solo il laotiano ad ogni domanda, per la ridicola cifra di 40.000 laotian kip, cioè 4 euro (10.000kip = 1 euro).

Credeteci, svegliarsi all’alba per fare yoga e leggere nell’amaca mentre il sole sorge dietro il tempio buddhista antistante è un’emozione unica!!

Attività principali sull’isola sono il tubing, il rafting, esplorare l’entroterra in sella ad una bicicletta per niente adatta a quel tipo di strade (interamente sterrate e piene di buche) e le svariate cascate che circondano la vicina isola di Don Khon, collegata a Don Det tramite un ponte panoramico sul Mekong. Aahh, quasi dimenticavamo un’ altra attività: ammirare i rarissimi delfini di fiume, presenti solo in quest’area di confine fra Cambogia e Laos.

Per fare quest’esperienza vi sono numerosi tour organizzati, ma l’opzione più avventurosa e economica è quella di noleggiare una bicicletta e pedalare attraverso tutta Don Det e Don Khon fino all’estrema punta sud dell’isola e contrattare con il barcaiolo una cifra onesta per portarvi al confine cambogiano ad ammirare questi fugaci mammiferi acquatici al tramonto. ATTENZIONE: sulla via del ritorno al primo bivio restate a sinistra, altrimenti vi ritroverete in un sentiero strettissimo nella giungla e dovrete attraversare tre ponti davvero instabili e pericolosi. Noi, ignari dell’insidia incombente, al bivio abbiamo tenuto la destra e, credetemi, l’ora seguente non è stata per niente piacevole. Spingere la bici cercando ci restare in equilibrio su delle assi scricchiolanti e mezze marce, o sulle vecchie rotaie divelte che passano sopra ad un piccolo burrone ricoperto di giungla non è esattamente quello che una madre vorrebbe sentirsi raccontare dal figlio durante una conversazione su Skype…

 

Esperienza traumatica a parte, le due isolette sono davvero molto graziose, le cascate sono piuttosto imponenti e creano delle piscine naturali dove è possibile sguazzare per contrastare il caldo torrido, vi sono parecchi villaggi di locali alle prese con la loro vita quotidiana, templi buddhisti che ti svegliano all’alba con le loro preghiere mattutine, il cibo è molto buono e a prezzi piuttosto contenuti, e una bottiglia da 66cl di Beerlao costa solo 1 euro!!!

Don Det è un posto che rimane impresso per la sua atmosfera generale di relax, gli incontri con altri viaggiatori nei bar e ristoranti, per le magiche albe e i rossissimi tramonti sul fiume. Se quello che cercate è un piccolo break dalle giornate passate a visitare templi o dal caos delle città e dal traffico, allora Don Det è quello che fa per voi, scegliete un bel libro da leggere mentre vi dondolate su di un amaca, e dedicate del tempo a voi stessi e alla vostra serenità.

DON DET ultima modifica: 2018-06-09T09:31:19+00:00 da The Back Pachers
The Back Pachers
The Back-Pachers nasce da un idea, un sogno, un progetto di Andrea Pacher e Veronica Franchi di raccontare in questo blog le loro avventure nel sud est asaitico e in India. Lui biotecnologo, lei ostetrica, entrambi residenti nella caotica metropoli londinese. Da sempre curiosi e desiderosi di espandere I propri orizzonti, dopo qualche anno di vita frenetica nella capitale inglese, ha iniziato ad alimentarsi in loro il desiderio di viaggiare e di scoprire nuovi paesi e culture, di prendere una pausa dagli oneri della vita occidentale e di vivere insieme, questo viaggio.
The Back Pachers

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