Appuntamenti al castello

Tre appuntamenti da non perdere al castello di Pergine Valsugana dal 28 giugno fino al 9 agosto

Il 28 giugno 2015 ore 20.45 “Il ritmo della vita” scritto da Antonella Caniato con la regia di Filippo Maria Covre interpretato da Andreapietro Anselmi, Carolina Leporatti.

Le fonti alle quali attinge il dialogo tra i due protagonisti: il soldato Attilio e la prostituta Emma si ispirano a documenti
dell’epoca (1916-1917) relativi alle condizioni fisiche e psicologiche dei soldati nelle trincee, all’informazione e alla
propaganda messa in atto dagli organi di potere, agli entusiasmi ed alle speranze di chi andava a morire per la patria,
come il bersagliere Roberto. Attraverso quest’ultima figura l’autrice riflette la storia vera del suo nonno materno
bellunese il cui atto di eroismo ha fruttato una medaglia che non ha però mai ripagato il dolore di chi ha lasciato.

Il 19 luglio 2015 ore 20.45 “Girotondo” con Paola Mitri, Christian Renzicchi e la regia di Giuseppe Amato

Questo Girotondo è un gioco.
Due attori-personaggi escono da un vecchio libro polveroso per entrare con passo gentile in dieci situazioni diverse,ma chiramente riconoscibili o almeno familiari, perché ricordano situazioni legate alla storia del cinema. In questo girotondo non ci sono limiti all’immaginazione, e il gioco è quello del teatro, quello del “facciamo che tu sei e io
sono”, il primo gioco dei bambini, ma a volte così serio da istillare il dubbio che ci sia del vero in certa finzione, e del nudo in certi travestimenti. Del resto l’unica regola in questo balletto alternato è il tema da seguire: la passione,la carne o se volete, l’amore.

Il 9 agosto 2015 ore 20.45 “Sotto la stessa croce” (Unter dem gleichen Kreuz) di e con Giulio Federico Janni.

“Grande Guerra”. Così si è chiamato il conflitto che dal 1914 al 1918 sconvolse l’Europa, producendo nove milioni di morti, venti milioni di feriti e nove milioni e mezzo di prigionieri. Così si è chiamata a lungo, quando ancora non si sapeva che ad essa ne sarebbe succeduta un’altra.
“Sotto la stessa croce” comincia la sua narrazione da quel fine maggio 1915 in cui i primi fanti del Regio Esercito Italiano entrarono in Vallarsa, annunciando a gran voce la liberazione della popolazione locale dopo aver eluso l’opposizione degli Schützen che sorvegliavano il confine. Quegli stessi soldati che videro formarsi davanti ai loro occhi uno scenario che mai si sarebbero aspettati: una popolazione letteralmente divisa fra chi era spaventato dall’arrivo
degli “invasori” e chi non riusciva a capire da chi o che cosa fossero stati liberati

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