UN DRAGO ABITA L’ALPE CIMBRA

La mitologia ha preso vita nelle fattezze di un Drago sui prati sopra Località Magrè di Lavarone in Trentino sull’Alpe CIMBRA

Non un drago vivo, ma un’opera in legno realizzata dallo scultore Marco Martalar. Legno che arriva dal recupero dell’Avez del Prinzep, ossia l’abete bianco considerato il più alto d’Europa, vittima della Tempesta di Vaia che esattamente tre anni fa , nel novembre del 2018 faceva scempio e devastazione al suo passaggio in Trentino, ma non solo.

Ebbene l’opera di Martalan, alta oltre 6 metri e lunga 7, è il primo tassello del progetto LAVARONE GREEN LAND, un percorso tematico che prevede ulteriori installazioni, tutte volte al recupero del legno degli alberi abbattuti da Vaia.

Il Drago è realizzato con legno non trattato dell’Abete matusalemme , per cui è destinato nel tempo a subire metamorfosi e tornare alla natura. Concetto in principio condiviso anche da Arte Sella, che oggi tende a fare manutenzione delle opere in modo tale da garantire lunga vita alle istallazioni.

Inaugurato da circa una settimana, siamo andati a vedere per voi il Drago, ampiamente pubblicizzato sui social e sui vari siti locali e nazionali, seguendo le indicazioni, le uniche reperite, del sito alpecimbra.it.

Un tuffo nel mito e nella magia, con la consapevolezza che, proprio perché figura leggendaria, il “Drago” non è per tutti, chiama a se solo chi è destinato ad incontrarlo. Un moto di poesia e leggenda, che però si basa anche su osservazione.  La convinzione infatti nasce dalle tante persone, davvero molte anche arrivate dal Veneto ma non solo, attirate sul luogo dalle foto nei social o dalla promozione via web che vagava sui sentieri fra Frazione Slaghenaufi e Magrè in cerca di indicazioni per trovare il drago.

Complice la bella giornata di sole caldo domenica 21 novembre si è impostato il navigatore su Frazione Slaghenaufi come indicato dal sito.  

Tuttavia si consiglia di lasciare la macchina sotto a Bertoldi, frazione di Lavarone, e proseguire a piedi fino a Slaghenaufi, in quanto in loco il parcheggio rischia di riempirsi in fretta non contando troppi posti. Di qui si segue le indicazioni per Chalet Tana Incantata.

Il percorso è agevole strada sterrata nel bosco in salita, ma non eccessiva, sono segnati 85 metri di dislivello per una mezz’oretta abbondante di passeggiata. Probabilmente a causa dei lavori in corso ci si allunga fino al Tana Incantata punto di snoda delle seggiovie che accedono alle piste da sci, con i cannoni da neve già posizionati in attesa dell’apertura di stagione. Sebbene si dovrà tornare indietro, vale la pena godersi lo spettacolo della vista dallo Chalet.

Tuttavia per il Drago, occorre tornare sui propri passi proprio sotto Tana Incantata e girare verso Magrè ossia verso sud est proseguendo sul sentiero e poi girando verso sud, a destra per intenderci, lievemente in salita per arrivare sulla spianata dove campeggia il Trono Birmark, ossia il tronco reciso di un albero trasformato in trono.

Di lì, senza perdere la fiducia, si prosegue ulteriormente e aprendosi la vista sull’Altopiano, proprio al limitare della forra che da su Magrè , ecco il Drago, maestoso, essenziale, che pare stia per spiccare il volo e prendere vita.

Avvicinandosi allo strapiombo proprio sotto c’è Magrè e si giunge alla conclusione che partendo da lì si sarebbe arrivati in una decina di minuti, in salita seguendo il percorso del Tablà. Inoltre dalla strada aguzzando gli occhi effettivamente il Drago è visibile e quindi non ci sarebbero stati dubbi su dove trovarlo.

Tuttavia proprio per quel sapore di avventura mista alla poesia di voler credere che le figure leggendarie e magiche siano incontri del destino, è davvero più suggestivo conquistarsi l’incontro apprezzando  il sano e salutare sforzo fisico della camminata nel bosco, con i suoi tempi, i ritmi e la natura protagonista.

Il suggerimento è quello di affrontare l’avventura dell’incontro con il Drago nelle giornate infrasettimanali per evitare la ressa, anche se sul percorso si stanno facendo lavori con mezzi pesanti per cui va consigliata cautela.

Dallo spiazzo del Drago si snodano ad ogni modo molti ulteriori percorsi interessanti e suggestivi con cui allungare la gita, tempo permettendo.

Gita adatta ad ogni tipo di persona, anche famiglie con bambini piccoli.

Copertina di andreastamanini 

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