Raphael Gualazzi una vita jazz

Sull’onda del successo che sta avendo in tutta Italia arriva a Trento il Love Life Peace tour di Raphael Gualazzi. L’artista sarà in concerto in Teatro Auditorium di via Santa Croce a Trento martedì 13 dicembre (2016) ore 21. Anticipato dal singolo “L’estate di John Wayne” il disco “Love Life Peace”, da cui il tour prende nome, è uscito il 23 settembre riscontrando immediatamente successo di critica e pubblico.

L’artista sul palco sarà accompagnato da una eccezionale band: sei musicisti, con una sezione fiati composta da tromba, sax e trombone ed una sezione ritmica con chitarra, contrabbasso (o basso elettrico), batteria, mentre Raphael sarà al pianoforte. La setlist spazierà dai nuovi brani di “Love Life Peace” fino ai grandi successi contenuti negli album “Reality and Fantasy” e “Happy Mistake“. Il repertorio sarà riarrangiato da Raphael, mettendo al centro la musica suonata, reale, sfiorando l’unicità dei colori del jazz, la dolcezza di alcune pop ballad, il ritmo incalzante delle sonorità latine tradizionali, l’intensità della musica soul e r&b. Filo conduttore sarà il “divertissement” musicale, tema che lega tutti i brani dell’ultimo album “Love Life Peace”, tra cui l’ultimo singolo “Lotta Things”, on air anche su Radio Pico in questi giorni. Di tutto questo racconta Gualazzi stesso in attesa di ascoltarlo dal vivo sul palco di Trento

Qual è l’invito di Raphael Gualazzi al suo pubblico?

In questo concerto ci sono diverse idee ed ogni minimo dettaglio è stato pensato e creato da me personalmente. Ho curato tutti gli arrangiamenti miei ed anche della band con cui sarò sul palco di Trento. Con me ci sono sei musicisti ed una special guest, il percussionista italoamericano Steve Ferraris. Una personalità nel mondo jazz che ha collaborato con i più grandi artisti di questo mondo musicale. Quindi una sorpresa riservata a poche date del tour che riesco a proporre anche a Trento.

E che spettacolo deve aspettarsi il pubblico?

Un live che in un certo modo restituisce il repertorio di cui sono autore ma nella sua natura acustica, quindi senza sofisticazioni. Tutti i musicisti che mi accompagnano sono polistrumentisti che quindi sapranno stupire regalando sempre nuove atmosfere.

Tante atmosfere differenti come quelle che caratterizzano il nuovo Raphael Gualazzi che dal jazz classico si avvicina a sonorità differenti?

Direi che si può parlare di una musica che tocca tante corde, tanti generi musicali e atmosfere, quella intima e quella ritmata. Inoltre questo particolare tour è molto coinvolgente e il pubblico risponde bene, il che è una parte importante del concerto per questo tour che si sta mostrando una bella avventura

Ed il jazz invece come genere musicale come sta evolvendo?

Il jazz nasce come musica popolare mentre poi a fine anni ’40 diventa manifesto della cultura afroamericana e di lì si sviluppa verso livelli più intellettuali. Questo ovviamente ha relegato il jazz come genere di nicchia mentre oggi torna ad avere di nuovo quel suo valore popolare con cui nasce. Sicuramente il jazz insegna rispetto e libertà, per il rapporto che esiste e si instaura fra musicisti e con la musica. Noi italiani inoltre, ci tengo a precisare abbiamo dato un notevole contributo a questo genere musicale infatti il primo disco è stato inciso proprio da Nick La Rocca un italoamericano e vorrei anche ricordare le origini italiche di artisti come Dean Martin o Frank Sinatra

Ma oggi qual è il posto dove si sta sviluppando l’avanguardia jazz?

Non esiste un posto fisico, un luogo, in quanto la musica è eterea e ogni angolo, ogni luogo ha il suo sound che poi si mescola nei Festival internazionali, quelli in Europa, America o Asia. Ecco che allora nascono le contaminazioni. Inoltre nell’era di internet la musica non ha più frontiere e ha modo di viaggiare e incontrarsi. Un po’ come nella storia di quando agli albori ci si incontrava a Congo Square in New Orleans dove si suonavano i diversi ritmi e tradizioni che dal sound afro americano diventa latin jazz. Quindi da New Orleans i musicisti emigrando per lavoro nel Nord America si sono ulteriormente contaminati portando le vibes del sud in questa nuova intenzione poi esportata in Europa e di qui nel resto del mondo anche in un viaggio di ritorno in America. La musica dimostra come la storia è ciclica.

Se dovesse dare un consiglio ai giovani musicisti che vogliono fare jazz?

Direi di rimanere sempre curiosi e intrecciare collaborazioni. Fare esperienze diverse e stimolanti capaci di aiutare ad evolvere ed aprire le menti. Ognuno poi ha la sua strada che può trovare solo da solo

In Trentino un ritorno, qual è l’emozione con cui vive la data a Trento?

Sono molto felice di tornare in Trentino dove ho sempre trovato un pubblico molto attento e preparato. Mi pare di poter dire che c’è in Trentino una preparazione classica molto forte e quello che apprezzo è quest’apertura mitteleuropea, vista anche la vicinanza con il resto d’Europa che apre ad un dialogo interessante

Un qualcosa da aggiungere?  

Si vorrei poter annunciare la compilation a cui ho dato il contributo con due brani in cui hanno partecipato i mostri sacri del jazz mondiale. Un disco dedicato alle colonne sonore della Disney che titola “Jazz Love’s Disney” ed in cui io mi cimento in due brani tratti dal Libro della Giungla. Vorrei far notare il grande legame di Walt Disney con il jazz e di quanto tutte le grandi voci jazz si siano cimentate nei brani che hanno accompagnato i suoi film di animazione

Anche questi brani saranno parte del concerto?

Si in una rivisitazione accanto ad alcune selezioni dei brani dei miei precedenti album di successo. Ci saranno anche i brani dell’ultimo album e poi delle rivisitazioni di brani afroamericani anche recenti. Tutto uno spettacolo pensato per far divertire il pubblico

 

credit photo by Sean Gallup/Getty Images

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