IL RISOTTO AL TEROLDEGO E SALSICCIE COME PIACE A ME!

No, non mi sto improvvisando cuoco, diciamo solo che adoro fare i risotti e che in attesa delle prime ricette di un nuovo Chef che ci delizierà il palato per tutto l’inverno, ho deciso di condividere con voi la cosa che mi riesce meglio: il risotto al Teroldego e Salsiccia.

Inizio subito elencando gli ingredienti principali: tanto amore, almeno due persone a tavola e dei prodotti trentini originali.
Per un vero e ottimo risotto procuratevi:

  • 160 g di riso Arborio
  • 1 bottiglia di Teroldego Rotaliano DOC [Cantina Mezzacorona]
  • 4 Salsicce Trentine – Vi consiglio caldamente quelle della macelleria MASSIMO IL GOLOSO  [Cliccare per credere]
  • 1 scalogno
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva [Del Garda]
  • q.b. di formaggio Grana Trentino
  • 1 dado vegetale
  • 1 ciuffo di prezzemolo [da single uso quello congelato]
  • 1 bicchiere da vino

PROCEDIMENTO:

Prima di fare qualsiasi cosa consiglio di aprire la bottiglia di vino, annusare il tappo e versatevene un bel bicchiere . Fatto questo, io solitamente mi metto una mano sul fianco, guardo se ho tutto e sorseggio allegramente per darmi la carica.

Dopo il rito iniziale metto il pentolino con l’acqua sul fuoco, lascio che bolla e preparo il brodo [con il dado].

Mentre l’acqua è sul fuoco, comincio a tagliuzzare lo scalogno, verso un paio di cucchiai di olio extra vergine di oliva del Garda in una padella abbastanza larga con il bordo medio/basso, prendo un piatto piano [io di bilance non ne voglio sapere, è una questione personale!] e verso il riso per capire le dosi: se si cucina per due persone basterà riempire il piatto per tutto il suo diametro.

Anche se sono uomo riesco a fare due cose contemporaneamente: sorseggiare il vino e, a questo punto, tirare fuori la salsiccia del Massimo [non fate i maliziosi!]

Fare il risotto in realtà richiede una capacità di coordinazione di altissimo livello: mentre il brodo bolle, sul tagliere trito lo scalogno, apro la salsiccia che a sua volta taglio a dadini, verso il riso nel piatto per fare le porzioni, [ri]bevo il vino per assicurarmi che sia buono, prendo una padella larga e poco profonda, verso l’olio di Oliva, accendo il gas, butto lo scalogno, una volta scottato butto la salsiccia, faccio rosolare anche quella, ne prendo un pezzetto per dire “wow che buona”, butto il riso, faccio rosolare il tutto, afferro la bottiglia di vino e verso 1/4 di Teroldego [della bottiglia ovviamente] e faccio la prima sfumata…

Ditemi se questa non è coordinazione!

Nel frattempo il bicchiere si è svuotato e provvedo a versare un altro dito di vino per far compagnia alla mia creazione.

Personalmente credo che il trucco di un buon risotto al Teroldego stia nel saper riconoscere il colore: c’è chi dice che ci vuole mezza bottiglia, chi 4 dl di vino, chi tutta, insomma la verità è che il colore ti dice se c’è abbastanza vino!

Io lo voglio rosso rubino, ma attenzione non deve “legare” la bocca!

Solitamente arrivo a versare metà bottiglia, compreso l’assaggio del bicchiere [si un bicchiere da vino riempito fino al segno]

Una volta che il riso si asciuga comincio a portarlo a cottura con il brodo.

Non uso orologi, timer, smartphone, uso solo lo sguardo, quindi non so dire il minutaggio esatto per la cottura. Assaggiate, fatelo asciugare e versate il brodo finché non si asciuga e vi sembra cotto.

Ho letto di ricette che usano il burro insieme all’olio, ho letto di mantecature improbabili, io preferisco non usare troppi condimenti: il vino e la salsiccia fanno già tutto!

Quindi una volta finito di cuocere l’unica cosa da fare è spolverare il risotto con grana e prezzemolo, coprire la padella e lasciar riposare per due minuti.

Io poi lo servo così:

risotto al teroldego

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