Caro Governo, il gioco porta 11,47 miliardi: usatene una parte per tagliare le accise
Caro Governo, non diteci che i soldi non ci sono.
Il gioco pubblico ha portato 11,47 miliardi di euro all’Erario nel 2025. Un taglio teorico di 20 centesimi al litro per sei mesi vale circa 3,9 miliardi. La domanda è semplice: durante una crisi, perché una parte di quel gettito non può tornare agli italiani alla pompa?
Non per sempre. Non tutto. Non aumentando il gioco. Solo durante le fasi di emergenza, con una soglia automatica e una durata definita.
La benzina self oggi viaggia mediamente a 2,155 euro al litro. Il gasolio a 2,335 euro. In Provincia di Trento siamo a 2,166 euro per la benzina e 2,344 euro per il diesel. Il pieno non è più una voce marginale: per chi lavora, consegna, si sposta, accompagna i figli, tiene in movimento un’impresa, è una tassa quotidiana sulla necessità.
E mentre ogni aumento viene raccontato come un fenomeno quasi inevitabile — mercati, crisi internazionali, quotazioni, approvvigionamenti — esiste un altro flusso di denaro gigantesco che entra ogni anno nelle casse pubbliche.
Allora facciamola semplice.
Nel 2025 il gioco pubblico italiano ha registrato 165,3 miliardi di euro di raccolta. Attenzione: non significa che gli italiani abbiano “perso” 165 miliardi, perché quella cifra comprende denaro vinto e rigiocato. Il dato che conta qui è un altro: 11,47 miliardi sono entrati all’Erario.
Quei soldi esistono. Sono già gettito pubblico. Non sono una tassa nuova da inventare e non sono una promessa elettorale da finanziare in futuro.
Ora prendiamo l’altro lato del tavolo. I dati parlamentari indicano come ordine di grandezza circa 39 miliardi di litri annui tra benzina e gasolio per autotrazione: circa 11 miliardi di benzina e 28 miliardi di gasolio.
La domanda vera non è “possiamo togliere tutte le accise?”.
Quella è propaganda. La domanda seria è molto più concreta:
Se usiamo metà del consumo annuo come semplice ordine di grandezza — circa 19,5 miliardi di litri in sei mesi — il conto diventa comprensibile anche senza un master in finanza pubblica.
Quanto costerebbe davvero?
Scenario teorico TDV su circa 19,5 miliardi di litri in sei mesi.
| Taglio teorico | Costo per 6 mesi | % gettito giochi 2025 | Risparmio su 50 litri |
|---|---|---|---|
| 10 cent/l | €1,95 mld | ~17% | €5,00 |
| 15 cent/l | €2,93 mld | ~26% | €7,50 |
| 20 cent/l | €3,90 mld | ~34% | €10,00 |
Venti centesimi al litro per sei mesi, nell’esercizio teorico, richiederebbero circa 3,9 miliardi di euro. È tanto? Certo. Ma equivale a circa un terzo del gettito erariale annuo generato dal gioco pubblico.
Non stiamo più parlando di “miliardi” come una nube astratta sopra Roma. Stiamo parlando di una scelta precisa: destinare temporaneamente una quota di un’entrata già esistente alla riduzione del costo di un bene necessario.
E attenzione: non stiamo dicendo “fate giocare di più gli italiani”.
Sarebbe una follia. Il gioco patologico esiste, produce danni reali e deve essere contrastato. Nessun euro destinato a prevenzione e cura dovrebbe essere sacrificato per questa proposta.
Il ragionamento è l’opposto: non aumentare il gioco, ma usare diversamente una parte del gettito che il gioco produce già.
Il paradosso del SuperEnalotto.
L’11 settembre 2026 un “6” ha vinto 223.173.416,83 euro. Una schedina da 5 euro ha aperto un jackpot costruito attraverso mesi di raccolta e riporto.
Qui bisogna essere precisi: non è corretto dire che il 40% di ogni giocata del SuperEnalotto finisce direttamente allo Stato. Il 60% della raccolta costituisce il montepremi; il restante 40% comprende altre componenti della filiera e non coincide integralmente con l’utile erariale.
Ed è proprio per non fare propaganda che questo editoriale non usa quel “40%” come base del calcolo. Usa il dato ufficiale complessivo: 11,47 miliardi di entrate erariali dal gioco pubblico nel 2025.
La soluzione potrebbe essere automatica.
Si potrebbe creare per legge un Fondo carburanti d’emergenza con una regola semplice: quando il prezzo medio nazionale di benzina o gasolio supera una soglia per un numero prestabilito di giorni, una quota del gettito erariale del gioco pubblico viene destinata temporaneamente alla riduzione dell’imposizione sui carburanti.
Dieci centesimi. Quindici. Venti. Dipende dalle coperture disponibili. La misura si spegne automaticamente quando il prezzo torna sotto la soglia oppure alla scadenza stabilita.
Niente bonus da richiedere. Niente click day. Niente ISEE. Lo sconto sarebbe alla pompa.
Perché questa è una proposta e non una favola.
Non diciamo che tutto il gettito del gioco può essere spostato domani mattina. Non diciamo che il carburante potrebbe magicamente tornare a un euro.
Diciamo qualcosa di più difficile da liquidare: se il gioco pubblico genera oltre undici miliardi di entrate erariali all’anno, allora destinare temporaneamente due, tre o quattro miliardi a un’emergenza carburanti è una scelta politica da discutere. Non un’impossibilità matematica.
E oggi il problema è reale.
Il 21 settembre 2026 il MIMIT indica per la Provincia autonoma di Trento una media self di 2,166 euro/litro per la benzina e 2,344 euro/litro per il gasolio. La media nazionale comunicata dal Ministero è di 2,155 euro e 2,335 euro.
Su un pieno da 50 litri, a 2,335 euro, siamo a 116,75 euro. Venti centesimi in meno significano dieci euro. Su un pieno non cambiano una vita. Su mesi di lavoro, trasporti, consegne e spostamenti cambiano qualcosa.
FAQ: tre cose da non confondere
Il gioco ha portato 11,47 miliardi all’Erario nel 2025?
Sì, come entrate erariali complessive del settore, comprensive delle ritenute sulle vincite, secondo i dati riportati dalla Camera sulla Relazione ADM.
20 centesimi per sei mesi costano davvero 3,9 miliardi?
È un calcolo di scenario: 19,5 miliardi di litri teorici in sei mesi × 0,20 euro = 3,9 miliardi. Il costo effettivo dipenderebbe da volumi reali, IVA, elasticità dei consumi, coperture e struttura fiscale.
La proposta incentiva il gioco?
No. Riguarda la riallocazione di una quota di gettito già generato, senza aumentare l’offerta né ridurre le risorse contro il gioco patologico.
Fonti
- Camera dei deputati – Giochi: raccolta 2025 €165,3 miliardi; entrate erariali €11,47 miliardi. Fonte.
- Senato – Atto 3-01924: 11 miliardi di litri di benzina, 28 miliardi di gasolio; €38,1 miliardi di accise+IVA nel 2023. Fonte.
- MIMIT – 21 settembre 2026: Provincia di Trento, benzina self €2,166/l, gasolio €2,344/l. Fonte.
- ANSA su dati MIMIT: media nazionale self €2,155/l benzina e €2,335/l gasolio. Fonte.
- SuperEnalotto: jackpot da €223.173.416,83 centrato l’11 settembre 2026. Fonte.
Il punto TDV
Se lo Stato incassa miliardi sulla possibilità di vincere, durante un’emergenza può decidere di incassare un po’ meno sulla necessità di muoversi.
Il resto è una questione di priorità politica.
Il pieno no.













