CANTINA MICHELI: QUANDO LA VALLE DI CEMBRA PARLA ED IL VINO RISPONDE
Cantina Micheli: la Valle di Cembra in bottiglia
Ci sono posti in cui capisci che il vino non nasce in cantina: nasce prima, tra pietre, vento e silenzio.
Su terrazze ripide, dove i muretti a secco non sono folklore ma fatica vera. E sotto, l’Avisio fa da metronomo.
Qui siamo in Trentino, in Valle di Cembra, e questa è Cantina Micheli:
una storia che parte da un luogo preciso e da una visione concreta. Se vuoi farti un’idea del contesto, la pagina “Cantina” è un ottimo punto di partenza:
Il maso di Sottolona e il territorio.
Un maso, una frazione, una storia lunga
Il cuore del racconto è il Maso di Sottolona, frazione di Lona-Lases. Un luogo citato già nel Quattrocento,
poi segnato nei secoli da ponti tagliati, ricostruiti, travolti, e da una comunità che ha lasciato tracce concrete: un torchio, una cappelletta,
campi e vigneti che resistono ancora oggi.
Dentro questo scenario nasce l’idea contemporanea: Francesco Micheli,
a partire dal 2007, recupera terreni, rimette in ordine i muri a secco, reimpianta, e trasforma un sogno in metodo. Senza pose: lavoro, costanza, filari.
Territorio: altitudine, ventilazione e porfido
La firma della zona si sente: altitudine (spesso oltre i 500 metri), escursioni termiche che aiutano profumi e freschezza,
e terreni di natura porfirica che danno struttura e precisione. È il genere di posto che non ti regala niente,
ma quando ti concede qualcosa, resta.
I vini di Cantina Micheli
Metodo Classico e vini fermi che non cercano scorciatoie: raccontano il posto. Qui sotto trovi le schede “ufficiali” direttamente dal sito.
Metodo Classico Trento DOC
1223 kg — Brut Metodo Classico Millesimato
Chardonnay di Valle di Cembra, vinificato a Lona, con almeno 30 mesi sui lieviti.
Paglierino, perlage fine, naso pulito e complesso; in bocca è deciso e avvolgente.
Il nome nasce da un fatto reale: un’annata durissima (gelo, grandine, tromba d’aria) che lasciò solo 1223 kg di uva.
Evòchi — Brut Rosé Metodo Classico Millesimato
Pinot Nero vinificato in bianco, rosa antico. Fresco, floreale, con note di piccoli frutti di bosco.
Anche qui: almeno 30 mesi sui lieviti, dosaggio Brut.
Nato dal recupero di un terreno e da una vigna-anfiteatro in località Maso a Ochi: un rosé che porta dentro memoria, non solo tecnica.
Vigneti delle Dolomiti IGT
Titón — Schiava
Schiava coltivata da oltre cent’anni a Civezzano, in un vigneto “museo” a pergola trentina.
Elegante, snello ma deciso, con un profilo che unisce frutto e finezza.
Un vino dedicato alle radici familiari e a quella viticoltura che non fa rumore, ma costruisce tempo.
Soladio — Kerner
“Soladio” è esposizione piena al sole, dall’alba al tramonto. Kerner da vigna a Civezzano:
acidità viva, frutta bianca, agrumi, note esotiche e mineralità con finale succoso.
Estrós — Pinot Nero
Rubino intenso. Ciliegia e lampone, poi prugna, spezie leggere e sottobosco. Fresco e vivace, con tannini eleganti.
Visite, ordini e contatti
Se vuoi passare dalla lettura all’assaggio, qui trovi i riferimenti diretti:
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