SEI A TRENTO? HAI ANCORA POCHI GIORNI PER FARE QUESTO VIAGGIO TRA FUOCO, MARE E MEMORIA
Menu degustazione Maison de Filip: un viaggio tra fuoco, mare e memoria (ancora per pochi giorni)
Il nuovo menu degustazione di Maison de Filip appartiene alla seconda categoria: non chiede permesso,
entra in tavola, si presenta e ti mette davanti a una scelta semplice – o mangi con il cuore, o è solo un’altra cena.Ti restano ancora pochi giorni per assaporare questo viaggi da Maison de Filip,
un percorso pensato piatto dopo piatto, dove fuoco, mare, bosco e Trentino si intrecciano in un racconto unico.
Si parte dal fuoco: Wagyu, cannello e profumo di bosco
L’inizio è senza compromessi: finissime di Wagyu leggermente flambato al cannello,
giusto il tempo di scaldare il tutto far emergere tutto il suo profumo.
Nel piatto arrivano anche una maionese al ribes, ribes disidratato e
porcini trifolati. Il grasso nobile del Wagyu incontra l’acidità sottile del ribes e la profondità
del bosco: è un boccone che mette subito in chiaro il tono del viaggio.
Il mare in purezza: crudo di ricciola giapponese
Il secondo movimento cambia registro e ti porta in mare aperto:
crudo di ricciola giapponese, quasi trasparente, elegante, ma con carattere deciso.
A sostenerla, le foglioline di indivia riccia aggiungono un tocco amarognolo croccante,
il rapanello in agrodolce pulisce e sgrassa, mentre la nota di yuzu
profuma di agrume lontano. Un piatto che rinfresca, ripulisce e prepara al resto del percorso.
Uovo poché, zucca, casolèt e tartufo nero: il lusso che sa di casa
Poi arriva il comfort evoluto: uovo poché, morbido, pronto a colare al primo taglio,
adagiato su una spuma di zucca vellutata e una fonduta al casolèt,
formaggio trentino che racconta la malga più di mille parole.
A chiudere, scaglie di tartufo nero che alzano il volume del piatto senza renderlo eccessivo.
È un abbraccio caldo, ma scritto con tecnica millimetrica.
Raviolo d’asino e cipolla, castagne e lampone: la terra vera, senza filtri
La cucina di Maison de Filip non ha paura della concretezza:
raviolo fatto in casa ripieno di asino e cipolla, materie umili per un risultato nobile.
Il raviolo è adagiato su una crema di castagne, dolce e avvolgente,
attraversata da un gel all’aceto di lampone che taglia e rinfresca.
Le foglie di shiso verde regalano una nota erbacea e pulita.
È il piatto-manifesto: la cucina contadina che sale sul palcoscenico dell’alta ristorazione senza perdere la propria identità.
Tegnucchetti sardi, moscardini e spezie: il Mediterraneo che brucia di vita
Si ritorna al mare, ma questa volta è un mare vissuto, di porto, di mani che lavorano:
tegnucchetti sardi ruvidi, da mordere, saltati con un ragù di moscardini intenso e profondo.
A sorprenderti, una spuma di corno e masala: spezie, calore, profumi che ricordano mercati lontani.
Un piatto che non cerca la cartolina, ma la verità del Mediterraneo.
Carnaroli, crema di rucola e marmellata di fichi: equilibrio tra amaro, dolce e sublime
Il riso qui non è mai un riempitivo:
carnaroli mantecato con una crema di rucola dal verde intenso e dalla nota amarognola ben presente.
In contrasto, una marmellata di fichi fatta in casa porta dolcezza rotonda,
mentre le gocce di mascarpone aggiungono morbidezza e grassezza vellutata.
È un tiro alla fune perfettamente in equilibrio, tra comfort e carattere.
Petto di piccione, mela trentina e Marzemino: selvaggina educata
La carne torna protagonista con un petto di piccione cotto al punto giusto, rosato e succoso,
adagiato su un purè di mela trentina che gioca tra dolcezza e acidità.
La riduzione al Marzemino aggiunge profondità e territorio, mentre il
fondo del piccione concentra e chiude il cerchio del sapore.
È la selvaggina raccontata con eleganza, senza addomesticarla del tutto.
Rombo del Mediterraneo, aglio, arancia e carasau: il saluto del mare
Il finale è affidato a un pesce nobile:
filetto di rombo del Mediterraneo, cotto con rispetto e precisione,
adagiato su una crema all’aglio morbida, che scalda senza coprire.
Nel piatto convivono un gel all’arancia luminoso,
finissime croccanti di carote, cubi di patata dolce,
crème fraîche e una panna acida che rinfresca il morso.
A dare ritmo arrivano i croccanti di carasau e una
leggera giardiniera fatta in casa, che pulisce il palato e chiude il viaggio in levare.
Un viaggio che sta per finire
Questo menu degustazione non è una collezione di piatti: è una storia che attraversa fuoco, mare, terra, bosco e Trentino,
mescolando ingredienti poveri e materie prime nobili, acidità e grassezza, comfort e sorpresa.
Ti restano ancora pochi giorni per assaporare questo viaggi da Maison de Filip:
poi questo racconto cambierà forma, come è giusto che sia nella cucina viva.
Se vuoi viverlo, non è il caso di rimandare.
ATTENZIONE – SOLO SU PRENOTAZIONE – CHIAMA IL NUMERO:
+39 0461 141 5530










