Sugli antichi sentieri alla scoperta della valle più selvaggia del #trentino

Una valle selvaggia, ai più poco conosciuta dove abeti bianchi e rossi si alternano a boschi di pino mugo e pino silvestre; una valle incastonata come un diamante grezzo tra le Piccole Dolomiti a sud-ovest e il massiccio del Pasubio a est.

Piccole_Dolomiti_da_FoppianoGli esperti di geografia e gli appassionati di luoghi dal fascino antico avranno sicuramente già intuito di quale valla sto parlando: la Vallarsa.
Ed è proprio alla scoperta di questa valle, della sua natura incontaminata e della storia che nasconde tra i suoi pendii, che domenica abbiamo deciso di raggiungere il famoso “Trincerone” del Monte Zugna da una percorso alternativo.

chiara2Partendo dall’abitato di Foppiano (747 m. s.l.m.) muniti di scarponi, ciaspole in spalla e bastoncini da trekking abbiamo deciso di avventurarci lungo un vecchio sentiero che sale sulla parte destra del piccolo abitato.

Il sentiero, una vecchia mulattiera, già dai primi passi ci ha fatto capire il carattere della Vallarsa: tosto e deciso. Senza perderci d’animo, con il cielo azzurro a farci compagnia e il traguardo ben fisso in testa, la fatica iniziale si è trasformata in una passeggiata di piacere tra la neve fresca e il vento che portava il profumo dei pini.

Seguendo le tracce di un “collega” ciaspolatore dopo una prima parte all’interno del bosco, abeti e “mugheti” hanno lasciato spazio ad un panorama mozzafiato delle Piccole Dolomiti spazzate da un forte vento che faceva fluttuare come polvere la neve sulle loro cime.

Dopo circa 2.5 km abbiamo deciso di mettere le ciaspole: la molta neve caduta nei giorni scorsi impediva infatti di proseguire solo con gli scarponi. Il percorso prosegue quindi per altri per 2 km circa con un dislivello totale di 500 m. alternando tratti abbastanza ripidi a tratti piacevoli e più morbidi sempre circondati da abeti e pini mugo. Nel complesso direi un percorso fattibile da molti.

Ed eccoci arrivati al famoso “trincerone”: luogo suggestivo e carico di storia, uno dei protagonisti “trentini” della prima guerra mondiale grazie anche alla sua strategica (e splendida) vista sulle catene montuose del Brenta e dell’Adamello. Dal Monte Zugna gli italiani potevano scorgere la città di Trento, uno degli obbiettivi e dei “motivi” della guerra italiana.

Il trincerone è stato da poco ristrutturato e recuperato; l’area circostante è stata provvista di tabelle e pannelli esplicativi per meglio capire gli avvenimenti di quell’epoca. Un sito dal forte impatto emotivo che impone una sosta per ammirarne le molteplici caratteristiche storiche e per riflettere su avvenimenti che hanno sconvolto il mondo intero e ridefinito la storia e la geografia così come le conosciamo oggi.

Quella che abbiamo fatto domenica scorsa è un’escursione che ferma le lancette dell’orologio ad epoche passate: da una parte per il territorio ancora incontaminato, grezzo e selvaggio che regala la Vallarsa dall’altra per i cimeli e le fortificazioni della prima guerra mondiale che questa valle nasconde.

Chiara De Pol

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