RITROVATE ORME DI DINOSAURI NEL PARCO DELLO STELVIO 2025
Parco Nazionale dello Stelvio / Lombardia / Valdidentro
Orme di dinosauri nel Parco dello Stelvio: dove sono e perché la scoperta in Valle di Fraele è enorme
C’è un punto, tra Bormio e Livigno, dove la montagna ha smesso di essere solo montagna.
Su pareti di dolomia oggi quasi verticali affiorano migliaia di impronte fossili lasciate circa
210 milioni di anni fa (Triassico superiore). Un “Triassic Park” vero: niente cinema, solo tempo che scrive con i piedi.

Orme di Prosauropodi risalenti al Triassico Superiore, fotografate nel nuovo sito paleontologico scoperto da Elio Della Ferrera.
Valle di Fraele, Parco dello Stelvio, Valdidentro, Provincia di Sondrio, Lombardia, Italia. Foto di proprietà diplanetmountain.com
Dove sono le orme: Valle di Fraele, Valdidentro (tra Bormio e Livigno)
Il nuovo giacimento di impronte di dinosauro si trova nel Parco Nazionale dello Stelvio,
in Valle di Fraele, territorio di Valdidentro (provincia di Sondrio, Lombardia),
in un’area di alta quota tra Bormio e Livigno.
La geografia conta: non è un posto “dietro l’angolo”, né un affioramento in pianura.
Parliamo di superfici rocciose in ambiente alpino, dove le pareti espongono strati che oggi sono quasi verticali.
Ed è proprio lì, su quelle “pagine” di dolomia, che la preistoria ha lasciato righe e punteggiatura.
Quante impronte e quanto è grande il sito: numeri che non stanno in una foto
Le stime circolate finora parlano di un ordine di grandezza impressionante: fino a circa 20.000 impronte,
distribuite lungo un’area che si estende per quasi 5 chilometri (circa 3 miglia).
In diversi punti le piste si sviluppano per centinaia di metri.
Questo significa una cosa molto semplice: non è “una scoperta curiosa”, è un archivio scientifico.
E come ogni archivio vero, non si capisce in una visita: si capisce in anni di rilievi, comparazioni e pubblicazioni.
In sintesi
- Località: Valle di Fraele (Valdidentro), Parco Nazionale dello Stelvio
- Età: circa 210 milioni di anni (Triassico superiore)
- Estensione: quasi 5 km, più affioramenti su più crinali
- Conservazione: in alcuni casi visibili dita e artigli
Chi le ha scoperte e quando: dalla lente di un fotografo alla comunità scientifica
La scoperta è stata individuata il 14 settembre 2025 dal fotografo naturalista
Elio Della Ferrera, durante un’uscita in quota. Notate le depressioni con il binocolo, ha documentato le prime immagini
e ha contattato il paleontologo Cristiano Dal Sasso (Museo di Storia Naturale di Milano).
La notizia è stata resa pubblica a metà dicembre 2025, con comunicazioni e servizi stampa.
Da lì si è consolidato il lavoro con più realtà: Museo di Storia Naturale di Milano,
MUSE di Trento e Università degli Studi di Milano (Scienze della Terra),
in accordo con le autorità competenti e con il Parco.
Di chi sono le orme: prosauropodi, antenati dei giganti (e impronte fino a 40 cm)

Foto di AppiaNEWS
Le analisi preliminari attribuiscono la maggior parte delle tracce a dinosauri erbivori prosauropodi,
forme vicine ai sauropodomorfi del Triassico, spesso accostate a animali simili a Plateosaurus.
In alcuni casi le impronte raggiungono circa 40 cm.
Ma la parte più “viva” non è la misura: è la dinamica. In più punti le piste risultano
parallele e organizzate, con configurazioni che possono suggerire movimenti di gruppo.
La pietra, qui, non mostra solo “chi”: mostra anche “come”.
Perché è una scoperta scientifica gigantesca: non solo “belle orme”
Il punto non è l’effetto wow (che c’è). Il punto è che, per dimensione, densità e conservazione, questo complesso viene descritto
come il più grande sito di orme triassiche nelle Alpi e uno dei più ricchi al mondo.
Inoltre, viene indicato come il primo rinvenimento di orme di dinosauro in Lombardia
e come una scoperta eccezionale a nord della Linea Insubrica, un elemento strutturale chiave dell’arco alpino.
Tradotto: non è “una notizia curiosa da weekend”. È materiale che può alimentare
decenni di lavoro su paleontologia, geologia e paleoambienti.
Un sito così permette di studiare:
- la distribuzione degli animali nel Triassico in aree dove finora mancavano dati comparabili;
- i comportamenti (piste, parallelismi, pattern ripetuti);
- le condizioni sedimentarie che hanno trasformato fango di marea in “calco” eterno;
- l’evoluzione geologica: come si passa da piane costiere a pareti alpine.
Per chi cerca “Triassic Park Stelvio”
“Triassic Park” è il soprannome mediatico con cui la scoperta è stata raccontata.
Il sito è associato a un complesso denominato in alcune ricostruzioni come Plator–Doscopa.
Se ti stai chiedendo “dove si trova Triassic Park in Italia?”, la risposta concreta è:
Valle di Fraele, Parco Nazionale dello Stelvio.
Quando lo Stelvio era costa: Triassico superiore e oceano Tetide
Le impronte risalgono al Triassico superiore, circa 210 milioni di anni fa. ( LEGGI LA MAGIA VICINA DI ALDINO )
Allora, questa zona era collegata a contesti di piane di marea e coste di mari bassi, in un quadro più ampio
legato all’antico oceano Tetide. Il “pavimento” era fango calcareo: abbastanza morbido per registrare i passi,
abbastanza rapido nel seppellire e proteggere ciò che era stato inciso.
Poi arrivano le Alpi: sollevamenti, deformazioni, inclinazioni. È così che oggi quelle superfici, nate orizzontali,
si presentano anche su pareti ripide. La natura non ha solo conservato: ha anche spostato il palcoscenico.
Come si studia e come si tutela un sito così: droni, telerilevamento, pazienza
Qui la montagna non perdona. L’area non è descritta come facilmente raggiungibile tramite sentieri,
e le condizioni stagionali (neve, gelo, esposizione) impongono finestre operative ridotte.
Per questo si parla di droni, fotogrammetria, modelli 3D e tecnologie di telerilevamento.
La tutela è il vero nodo: più una scoperta è “forte”, più rischia di essere consumata dalla curiosità.
Un sito di orme non si “porta via”, ma si può rovinare: calpestio, microfratture, gelo-disgelo, erosione.
Il futuro serio passa da documentazione digitale, monitoraggio e accessi regolati.
Idea TDV (valorizzazione intelligente): un progetto didattico con riproduzioni in scala e modelli 3D fruibili nei centri visitatori,
così la meraviglia si diffonde senza mordere la roccia.
Si può visitare? La risposta concreta (e senza zucchero)
Oggi non è un “museo a cielo aperto” pronto per i pullman. La zona è di alta quota e complessa,
e non risultano percorsi turistici standard già attrezzati per vedere le orme in sicurezza.
Se arriverà una fruizione pubblica, dovrà essere progettata: sicurezza, tutela, stagionalità, controllo degli accessi.
Se stai pianificando un viaggio tra Stelvio, Bormio e Livigno, ha senso fare una cosa più furba:
seguire gli aggiornamenti del Parco e degli enti scientifici, e nel frattempo godersi il territorio per ciò che è già:
un confine tra pietra e respiro.
FAQ: le domande che arrivano sempre (e le risposte che servono)
Quanti anni hanno le impronte di dinosauro trovate nello Stelvio?
Circa 210 milioni di anni, quindi Triassico superiore.
Dove si trovano esattamente le orme dei dinosauri nello Stelvio?
In Valle di Fraele, nel comune di Valdidentro (Sondrio), tra Bormio e Livigno, nel Parco Nazionale dello Stelvio.
Che dinosauri hanno lasciato queste impronte?
Prevalentemente prosauropodi erbivori, antenati dei grandi sauropodi del Giurassico, in alcuni casi accostati a forme simili a Plateosaurus.
È vero che è il primo ritrovamento di orme di dinosauro in Lombardia?
Sì: tra le informazioni diffuse dagli enti e dai media che hanno riportato la notizia, la scoperta viene descritta come la prima in Lombardia.
Si può andare a vederle dal vivo?
Al momento non è presentata come un’attrazione facilmente visitabile: la zona è complessa e richiede tutela. È più realistico che la fruizione passi prima da rilievi e modelli digitali.
Fonti e link di riferimento
Qui trovi i riferimenti principali usati per i dati fattuali (località, date, stime, attribuzioni):
Vanity Fair Italia — Orme di dinosauri nel Parco dello Stelvio (17/12/2025)
RaiNews.it — “Triassic Park”, scoperta una valle dei dinosauri (16/12/2025)
RaiNews.it (Video) — Orme di 40 cm impresse nella roccia (16/12/2025)
TGR Lombardia (Rai) — La valle dei dinosauri nel cuore della Lombardia (17/12/2025)
ANSA — Scoperte migliaia di orme di dinosauri nel Parco dello Stelvio (15/12/2025)
Associated Press — Thousands of dinosaur footprints near Italian Olympic venue (dicembre 2025)
Avvenire — Migliaia di impronte di dinosauri nel Parco dello Stelvio (dicembre 2025)
PlanetMountain — Migliaia di impronte di dinosauri nel cuore del Parco dello Stelvio (dicembre 2025)











