MEIN FUEHRER E LA MEMORIA CORTA

Sottovalutato e accolto con polemiche, ancor prima dell’uscita nei cinema italiani, il film Mein Fuehrer La veramente vera verità su Adolf Hitler è invece a parer nostro un film da vedere.

Con ironia e garbo, il film accompagna il pubblico dietro le quinte del male. Il regista mette in scena la costruzione della finzione, ingrediente principale della propaganda. In sostanza Mein Fuehrer, il film, ci permette di riflettere su come la memoria possa essere corta.

Il Film tedesco del 2007 del regista svizzero Fani Levy però venne accusato, alla sua uscita, di mostrare una immagine distorta e ridicola del Fuehrer, tale da infondere un senso di compassione nei confronti di Hitler.

Il film è disponibile liberamente su You Tube qui.

Con i toni della commedia grottesca il film, ambientato in Germania, racconta gli ultimi attimi del potere di Hitler e della Germania Nazista.

Siamo nella Berlino distrutta dai bombardamenti e il ministro Goebbels assieme a Himmler ordisce un ultimo volo della Fenice per riportare fierezza e un guizzo di amor di Patria nel popolo tedesco.

Hitler però è un uomo oramai vittima di se stesso e di fantasmi che lo rendono instabile psicologicamente, ossessionato da mille paure e sospetti. L’ombra di se stesso che ha il compito di tenere unito il suo popolo.

Attenzione spoiler!

Il ministro della propaganda Goebbels ordisce quindi il piano di inscenare una parata ufficiale e un discorso di Hitler alla Nazione in diretta televisiva. A favore telecamera si creano quinte e scenografia con comparse per chiamare le folle ma soprattutto impressionare il pubblico televisivo.

Una totale negazione della realtà di una Berlino distrutta e di un Terzo Reich agli sgoccioli.

Ecco che tutto questo viene raccontato in prima persona dal protagonista del film, Professor Adolf Israel Guenbaum. Un ebreo internato, professore e attore, ammirato dal Fuehrer, a cui viene affidato il compito di preparare Hitler al suo discorso.

Condotto a Berlino il prigioniero si trova al cospetto delle teste di punta del Nazismo e gli viene concesso il ricongiungimento con la famiglia. E solo questo permette a Gruenbaum di sopportare tutti i giorni di trovarsi al cospetto dei suoi nemici.

Continuamente sorvegliati e spiati, Gruenbaum così come Hitler sono vittime dei due gerarchi che agiscono come burattinai senza scrupoli e nemmeno emozioni se non disprezzo e freddezza.

Fra duetti quasi comici, Hitler viene mostrato in forma di parodia, tanto da generare una certa compassione. E infatti pure il protagonista Gruenbaum se ne prende cura e ne ha pietà.

In un moto di orgoglio però chiede un ulteriore ricompensa, quella di liberare tutti i suoi compagni di prigionia.

Ed è a questo punto che comprende il male, quando scopre di essere stato ingannato sulla finta liberazione dei compagni. Capisce cioè di essere una pedina che agli occhi dei suoi carnefici non vale nulla e che il disprezzo verso tutto e tutti di questo male che ha di fronte è talmente vasto che anche se gli tagli la testa, ne rispunterebbe un’altra e non verrebbe estirpato.

Allert spoiler e finale.

Con un escamotage Gruenbaum fa scappare la sua famiglia e, solo a quel punto, decide di fare un gesto estremo.

Il film infatti conclude con la scena iniziale. E qui il pubblico può chiudere il cerchio. Gruenbaum è costretto a dare la voce ad un Hitler afono. Si trovasotto il podio su cui sta il Fuehrer che finge di declamare il suo discorso al microfono. Invece è Gruenbaum a recitare il discorso del Fuehrer.

Tuttavia non si attiene al piano. In sostanza mette a nudo la realtà.

Gruenbaum ha capito che i gerarchi hanno predisposto sotto il palco una cassa di esplosivo con cui rendere Hitler un martire e liberarsi di questo Fuehrer instabile e non più all’altezza dell’immagin. Il piano è ridestare il fervore delle truppe e del popolo, ovviamente prendendo il comando.

L’ebreo viene giustiziato sotto il palco con un colpo alle tempie, mentre Hitler stizzito se ne va e il popolo rimane incredulo e sbigottito. Si è rotta l’ipnosi della maestosità del Fuehrer e del Nazismo. Il professor Gruenbaum, nel suo ultimo attimo di vita, si gode lo spettacolo della disfatta del nemico, prima che esploda il palco.

Nessun colpo inferto è più efficace, per colpire il male, di quello con cui si mette a nudo la sua vera natura e i suoi veri scopi nunchè i mezzi con cui opera e con cui ammaglia le folle e persegue i suoi fini a discapito di tutti e di tutto.

La grande forza di questo film sta proprio nel mettere in luce la differenza fra il male e l’identificazione del male con una persone. Le persone sono sostituibili, il male invece si nasconde nelle pieghe, nell’ombra, nella menzogna e teme la luce. Gruenbaum avrebbe potuto sopprimere Hitler ma il Nazismo poteva sopravvivergli. L’intelligenza e la fede gli hanno permesso di colpire il male a costo del suo sacrificio.

In quell’ultimo attimo di vita, forte di sapere la famiglia libera è consapevole di aver instillato il germe della consapevolezza e del risveglio, che a catena può portare ad un mondo migliore. Gruenbaum a quel punto accoglie la morte con serenità e pace.

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