fbpx
  • Page Views 812

L’83% DEI RISTORANTI DI QUALITA’ HA VINI TRENTINI

Vini trentini e ristorazione italiani: l’83% DEI RISTORANTI DI QUALITA’ HA VINI TRENTINI
presentati questo pomeriggio a palazzo roccabruna i risultati dell’indagine realizzata da nomisma-winemonitor nell’ambito delle attività svolte dall’osservatorio delle produzioni trentine, come previsto dall’accordo di programma fra camera di commercio e provincia autonoma di Trento.

In un mercato interno in cui i consumi agroalimentari sono sempre più penalizzati da una crisi economica che non accenna ad attenuarsi, il vino compare sempre meno fra gli acquisti abituali degli italiani. I dati di scenario – presentati oggi a Palazzo Roccabruna da Denis Pantini, direttore dell’Area agricoltura ed industria alimentare di Nomisma, nell’ambito di un’indagine sul posizionamento del vino locale nella ristorazione italiana, organizzata in collaborazione con il Consorzio vini del Trentino – parlano di un mercato nazionale che non manifesta segnali di ripresa: i consumi di vino hanno raggiunto nel 2013 il livello più basso degli ultimi anni, accelerando una corsa che li ha visti precipitare in un decennio da 29,3 milioni di ettolitri a 21,8 nel 2013. Un destino questo condiviso dall’altro grande produttore di vino europeo, la Francia, che in poco più di 10 anni ha lasciato sul terreno il 18% dei consumi. Nello stesso periodo di tempo l’export del vino italiano ha vissuto un momento di grande fermento, passando da 13,4 a 20,4 milioni di ettolitri, ma le prospettive non sono confortanti: il dato del 2013 segna un calo del 14% rispetto a due anni prima.

Nel mondo il 2013 ha fatto registrare consumi per circa 239 milioni di ettolitri, in lieve calo rispetto al biennio precedente. L’Italia resta il terzo mercato, preceduta da Francia (circa 28 milioni di ettolitri) e Stati Uniti (circa 29 milioni di ettolitri) e seguita da Germania (circa 20 milioni di ettolitri), Cina (circa 16 milioni di ettolitri) e Regno Unito (12,7 milioni). Più indietro Russia, Argentina e Spagna (intorno ai 10 milioni ciascuno). In crescita costante l’export: lo scorso anno si sono toccati per la prima volta i 34 miliardi di dollari su scala globale. Oltre ad essere il primo mercato per consumi di vino, gli Stati Uniti sono in questo campo anche il principale partner commerciale del nostro Paese: le esportazioni lo scorso anno sono state pari a 1,08 miliardi di Euro; seguono la Germania (1,02 miliardi di Euro), il Regno Unito (quasi 6,2 milioni di Euro), la Svizzera (3,1 milioni di Euro), il Canada (280 milioni di Euro) e il Giappone (154 milioni di Euro). La mappa del valore non cambia di molto nel caso del Trentino: nel 2012 su un totale di 322,5 milioni di Euro il 41,8% è stato assorbito dagli USA, seguiti da Germania (22,7%), Regno Unito (14,9%) e Canada (4%). Per il 2013 il dato stimato parla di un ammontare complessivo di 347,2 milioni di Euro (+7,6%).

Nell’ambito della ristorazione italiana l’indagine di Nomisma si è proposta di valutare “innanzitutto la notorietà e la reputazione dei vini trentini, nonché l’attuale offerta di vini del territorio trentino nelle carte vini della ristorazione commerciale”.

Sono stati considerati gli esercizi segnalati dalle principali guide enogastronomiche italiane (Michelin, Gambero Rosso, Espresso, Osterie Slow Food e Golosario) in 9 regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia, Marche e Piemonte): i dati sono stati raccolti mediante somministrazione di un questionario telefonico a titolare/sommelier/chef del locale. Premesso che il 75% dei ristoranti dichiara di privilegiare nella propria offerta vini del proprio territorio e che il 72% li acquista direttamente dal produttore, gli intervistati che hanno dichiarato di avere in carta vini trentini imbottigliati – in media 15 etichette per ristorante – sono stati l’83,3%. Mediamente il vino trentino rappresenta l’11,7% del volume di vendita.

Passando alle tipologie, il Trentodoc è il vino più presente: il 67% dei ristoranti dichiara di proporlo in carta. Perché? Per il 33% è l’abbinamento ideale con molti piatti, per il 20% ha caratteristiche di struttura e complessità che ne fanno un gran vino, per il 17% è un prodotto molto richiesto dai clienti. Per tasso di penetrazione dopo le bollicine si impongono il Trentino Doc Müller Thurgau (58%), il Teroldego rotaliano Doc (53%), il Trentino Doc Chardonnay (48%), il Trentino Doc Pinot grigio (41%), il Trentino Doc Nosiola (27%) e il Trentino Doc Marzemino (23%). Solo il 17% dei locali non propone vini trentini, perché – rispondono i ristoratori – si preferiscono etichette di altri territori (40%) o perché la clientela non li richiede (15%) o perché non si abbinano bene ai menù (10%). Nel binomio vino-territorio un aspetto importante è rappresentato anche dalla montagna: secondo il 49% sarebbe un fattore determinante nei propri acquisti, tanto che, nella classifica dei territori di montagna ritenuti più interessanti, il Trentino con il 21% è secondo solo al Piemonte (24%), davanti a Veneto (16%) e all’Alto Adige (13%).

 

P.M

Palazzo Roccabruna

L’83% DEI RISTORANTI DI QUALITA’ HA VINI TRENTINI ultima modifica: 2014-07-10T08:50:55+01:00 da Redazione
Redazione

Latest posts by Redazione (see all)

NOTTE DI FIABA 2014: Robin Hood

Next Story »

DOC – Denominazione di Origine Cinematografica 2014

  • "C'è un rave-party a Cembra" arrivano i carabinieri, ma era una festa di compleanno: multati sei ragazzi 23 Novembre 2020
    Nell’ambito dei controlli, effettuati dalla Compagnia Carabinieri di Cavalese, per l’osservanza delle disposizioni di contenimento contro la diffusione del COVID 19, con particolare attenzione alle serate dei fine settimana, anche nell’ultimo weekend sono stati contravvenzionati sei giovani.Infatti verso le 23, sono giunte diverse segnalazioni telefoniche alla Centrale Operativa di Cavalese, da parte degli abitanti del […]
    Zoppello
  • Il grande Alberto Tomba è deciso: "Non vedo alcun problema a consentire lo sci" 23 Novembre 2020
    Alberto Tomba non ha dubbi. «Lo sci è per eccellenza sport all’aperto ed individuale: in più, visto come ci si veste quando si va a sciare, non »è davvero un problema di mascherine, perché già ora si usano normalmente protezioni della bocca e del viso. E sciando neppure c’è un problema di distanziamento». Suona come […]
    Zoppello
  • Canazei, lo “struscio” dei cervi in centro paese 23 Novembre 2020
      Il coprifuoco e questa forma di lockdown leggero, come era già successo la scorsa primavera, consentono agli animali selvatici di riprendersi degli spazi normalmente loro preclusi. È successo ad esempio a Canazei, in val di Fassa, dove la tranquillità che si respira per le strade del paese ha attirato una bella coppia di cervi […]
    r.moser@ladige.it
  • In Alto Adige 5 decessi e 260 nuovi positivi nel giorno tre dei test 23 Novembre 2020
    Sono 5 i decessi Covid nelle ultime 24 ore in Alto Adige. I laboratori dell’Azienda sanitaria hanno effettuato 1.468 tamponi e registrati 260 nuovi casi positivi,. 333 persone sono ricoverate, altre 38 in terapia intensiva. Sopra soglia 10.000 il numero di persone in isolamento domiciliare (10.060). I dati sono relativi a ieri, ultima giornata del […]
    Zoppello
  • Oddio, mia figlia vuole Tik Tok. Da Educa tanti consigli ai genitori, fra pericoli e divertimento, guai ad essere "cringe" 23 Novembre 2020
    Una “festa delle medie permanente”. Un “disorientante labirinto di specchi”. Sono alcune delle definizioni che commentatori qualificati, ma anche molti genitori danno di TikTok, il social network amato dagli adolescenti. Se n’è parlato sabato durante i lavori (online) di Educa, il festival dell’educazione che si tiene a Rovereto. Con relatori autorevoli, come la rivana tiktoker […]
    Zoppello
X