Festival Oriente Occidente e Mart arte a passo di danza

Sempre più il Trentino lega territorio ed arte, luoghi ed emozioni. La nuova collaborazione fra il Festival Oriente Occidente e il Mart, Museo di Arte Contemporanea a Rovereto realizza un “percorso di avvicinamento” al festival che si terrà dal 30 agosto all’11 settembre, con un prologo. Uno spettacolo domenica 24 aprile ore 11 coreografa l’interno del museo in uno spettacolo ad ingresso gratuito.

Ha ambizione di crescita il Festival Oriente Occidente che da vari anni persegue la virtuosa strada del creare fruttuose collaborazioni e far rete sul territorio ma anche del guardare lontano ed intercettare la direzione in cui guarda l’orizzonte internazionale della danza. Forte di una fama sedimentata di anno in anno come Festival che sa intercettare i più grandi nomi della danza mondiale, Oriente Occidente annuncia con orgoglio che l’inclusione nella piattaforma Effe, promossa dalla Commissione europea e dal Parlamento europeo avvenuta nella scorsa edizione del Festival Oriente Occidente, ha prodotto proprio in questi giorni l’ufficializzazione di Festival Oriente Occidente partner della piattaforma europea e leader italiano di Effe Label. Nei prossimi tre anni Oriente Occidente quindi produrrà anche uno spettacolo dedicato.

Nel frattempo sul territorio l’alleanza fra Festival Oriente Occidente e Mart annuncia tre spettacoli all’interno degli spazi museali. Non una collaborazione nella condivisione degli spazi, ma un ragionamento sull’arte e la sua fruizione soprattutto quando, parlando di arte contemporanea si fa vivo e dai contorni contradditori la discussione in merito al ragionamento su di essa. Tre spettacoli quindi hanno il compito di “ripensare l’architettura del Museo e non solo coreografarne gli spazi” dichiara Gianfranco Maraniello direttore del Mart coinvolto in un impegno produttivo di avvicinamento al Festival Oriente Occidente che entrerà nel vivo dal 30 agosto all’11 settembre.

Mirai Moriyama

Mirai Moriyama

Si inizia domenica 24 aprile con uno spettacolo ad ingresso gratuito fino esaurimento posti di capienza del museo. Ore 11 l’occasione è quella di “vivere” il Mart in una dimensione completamente nuova in cui gli spazi interstiziali prendono nuova vita accanto alle sale espositive. Lo spettacolo vede infatti la performance del danzatore e performer giapponese Mirai Moriryama, dal 2013 anche Ambasciatore Culturale del Giappone. Non nuovo alle performance studiate e pensate in spazi espositivi, da lui coreografati per esempio il Guggenheim per citarne uno, Moriryama ha militato in importanti compagnie internazionali, valga come esempio la sua presenza nella Vertigo Dance Company. Presenta in questo prologo al Festival il suo assolo già portato lo scorso mese per l’esposizione NewSensorium del ZKM di Karlsruhe. In questo lavoro l’artista integra in un corpo i nuovi valori che superano il modernismo occidentale. Quasi in una sorta di “aggiornamento del sistema operativo” di un computer. Una performance che ha ottenuto un buon successo di critica e di pubblico.

La Veronal

La Veronal

Un intreccio virtuoso quindi fra Museo di arte contemporanea e il Festival, che si allarga con il sostegno dei partner, Comune di Rovereto Provincia di Trento, la Comunità di Valle, l’Apt. Dopo l’appuntamento di domenica sono previsti altri due spettacoli che si inseriscono nel cartellone del Festival, ma che “alloggiano” al Mart. Il 1 settembre la Piazza del Mart si “veste” con le suggestioni espresse dal celebre quadro di Pablo Picasso “Uccelli Morti” esposto a Barcellona coreografato da Marcos Morau con la Compagnia La Veronal

Infine l’1, il 2 e il 3 settembre va in scena la coproduzione di Mart e Festival Oriente Occidente del coreografo Luca Veggetti “Scenario” Fortemente voluto dal festival Oriente Occidente con i suoi direttori artistici Lanfranco Cis e Paolo Manfrini, lo spettacolo affronta attraverso le suggestioni tratte dalla Gerusalemme Liberata nel quadro della tragedia di Tancredi e Clorinda il rapporto fra cristianesimo ed islam, dialogo e conflittualità, quella conflittualità che è un fil rouge che sta attraversando più stagioni del Festival. Un curriculum internazionale quello di Veggetti che vuole in scena due star della danza Chen-Wei Lee, danzatore di spicco della Batsheva Dance Company, e Abiel Cedric Jacobsen, ballerino principale della Martha Graham Dance Company. Musiche suggestive di Monteverdi che si intrecciano alle composizioni di Paolo Aralla. Una performance che poi rimarrà in esposizione nel Mart in qualità di installazione in cui le opere esposte si intrecciano e dialogano con le fasi della performance. Un nuovo modo di vivere il museo, quindi ma anche un nuovo dialogo trasversale fra le arti, linguaggio assoluto che travalica i confini e le culture.

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