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Roberta Segata – WE ARE HERE – 4 luglio – 24 novembre 2019 Museo Arte Contemporanea Cavalese

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Gentile visitatore, la mostra è pensata come un percorso all’interno del bosco, in ascolto degli elementi che compongono il paesaggio della devastazione che ha colpito la Val di Fiemme e la Magnifica Comunità: un disastro le cui coordinate geografiche sono molto più variegate ma la scelta di concentrarsi su questo singolo territorio risiede in diverse motivazioni.  

La ricerca sull’immagine, per l’artista, è cominciata così: passeggiando nei boschi, affrontando in solitudine quel corpo segnato che è la montagna, alla ricerca di un contatto silenzioso in grado di marchiare l’esperienza e creare uno strumento di lettura degli eventi collaterale alla conta dei danni, alla riflessione sugli equilibri economici e ambientali, al dibattito fervido e necessario dei membri della comunità e su scala più ampia, di una nazione che si sveglia ferita e improvvisamente coinvolta in un tema fino ad allora percepito come lontano: il cambiamento climatico.

Le comunità montane hanno un rapporto diverso con il territorio da quello che intrattengono generalmente le comunità urbane con le città. Il sistema di interdipendenza con i boschi, con le risorse, è coltivato da tempi antichi, tramandato nelle generazioni in uno scambio relazionale costante tra la componente umana e le altre entità del paesaggio, relazioni complesse in cui trovano un ruolo determinante strategie economiche e istanze politiche.

La mostra è un percorso fatto di varie tappe, ognuna risultato di un particolare motore dello sguardo: l’intento di approfondire il sentimento di empatia con gli alberi; l’ascolto della comunità umana e delle sue riflessioni; il confronto con il tempo, il concetto di trasformazione, e le voci di una giovanissima generazione che insorge e si mobilita per il proprio e per il nostro futuro costruendo reti mondiali; la volontà di chiedersi, oltre ogni apparenza, cosa sia il naturale; come preservare una memoria di ciò che è successo.

Questa mostra non ha un ordine di visita, puoi percorrerla e ripercorrerla nell’ordine che preferisci. Ogni volta che varchi un ingresso, è un nuovo “noi siamo qui”.

Primo piano

Sala centrale

installazione. Un incontro ravvicinato con le riflessioni di singoli abitanti del territorio, un flusso che scorre ininterrotto dal giorno della tempesta: voci di un dialogo potenziale che attraversa spazi pubblici e privati senza soluzione di continuità. Un’assemblea virtuale, un tavolo al quale sedersi per discutere e osservare posizioni e visioni. Il pubblico al centro, ascoltatore, ma anche attivo partecipante.

Sala animali

Nel bosco il momento dell’incontro con gli animali selvatici sembra confermare la nostra presenza in un luogo “naturale”. Il passaggio della tempesta Vaia lascia, tra le sue tracce, anche la necessità di un’analisi permanente e necessariamente approfondita di ciò che consideriamo natura. 

Sala Erker

Addentrarsi nel bosco colpito dalla tempesta presuppone la disponibilità a confrontarsi con nuove ricomposizioni e spaesamenti.

Nell’erkel, spazio proteso verso il fuori, un intervento di Ariane Benedikter rivolto alla Magnifica Comunità. Ariane è una giovane attivista alto-atesina di Plant for the planet: un’organizzazione nata nel 2007 su iniziativa di un bambino di 9 anni, Felix Finkbeiner che conta oggi più di 70.000 iscritti in tutto il mondo e promuove progetti di sensibilizzazione verso i cambiamenti climatici. 

Sala lightbox

Varcare la soglia tra la luce e il buio, tra il chiaro e lo scuro in quello spazio di mezzo, disatteso dove potersi confondere e godere anche di una nuova estetica.

Mezzanino/scala

Viewmaster. Quando gli effetti della tempesta Vaia non saranno più visibili, riassorbiti dal tempo e dall’evoluzione del paesaggio, una serie di scatti strappati all’obsolescenza programmata del digitale, potranno ancora condurci nel cuore del bosco e delle sue ferite.

Secondo piano

Sala grande

Singoli elementi, più o meno effimeri, diventano i punti di una nuova mappatura del territorio. 

Sala video

Video. Il profilo della montagna nel corso delle ore, allena a una ridefinizione del concetto di “cambiamento minimo” di trasformazione e di flusso. La vita si muove con forza già immersa in una nuova rigenerazione.

L’ intero progetto è fruibile sul sito www.wearehereproject.net

Concept_ design Roberta Segata | Virginia Sommadossi | Elisa Di Liberato – a cura di Elio Vanzo

 

BIO

Roberta Segata ha una duplice formazione: si è laureata in Pittura all’Accademia di Belle Arti G.B.Cignaroli di Verona e si è formata come danzatrice nel campo del teatrodanza all’Accademia di Carolyn Carlson ad Arzo in Svizzera e nel suo l’Atelier a Parigi.

Il suo lavoro artistico è nato basandosi sulla fusione di questi aspetti usando il corpo come strumento narrativo e la fotografia, insieme al video, come privilegiati mezzi d’espressione.

In ogni sua opera la Natura è sempre stata una forte protagonista ricercando con essa un dialogo, un modo per ritrovare le proprie radici, paesaggio inconscio che porta a ragionare sull’uomo.  Immagini centrate sulla correlazione tra il soggetto e lo sfondo, producendo risultati inattesi e una conversazione attiva tra gli elementi. Riflessioni sul rapporto tra uomo e natura, la parte più profonda di noi – fatto di contrasti e contraddizioni, ma familiare e inscindibile.

Oggi la sua pratica artistica ha trasformato il suo focus concentrandosi sempre di più sul Territorio, il luogo d’appartenenza, sviluppando progetti che coinvolgono le Comunità montane, raccontate attraverso la natura e le persone, la loro relazione, la loro storia, tradizione e i loro mutamenti.

La Natura e l’uomo rimangono quindi sempre il fulcro della sua riflessione, ma è cambiato il modo di guardarli, la ricerca e il desiderio di svelare ciò che è celato nella consuetudine, nell’essere umano e nel suo attaccamento al proprio spazio interiore ed esteriore.

Negli ultimi anni ha collaborato con diverse gallerie, festival ed istituzioni italiane ed internazionali.

Ha esposto in numerose mostre tra cui alla Galleri Rostrum, Malmö, Svezia; Athens Video/Art Festival, Atene, Grecia; Chapelle des Carmélites, Traverse Vidéo, Toulouse, Francia;  FotografiaEuropea, Reggio Emilia; Mirogallery Bologna Italia; RBcontemporary gallery Milano Italia; Galleria Civica Trento, MART; MANIFESTA7, Italia; Kinosaki International Arts Center, Giappone; Central European House of Photo, Bratislava, Slovakia; Kerry Film Festival, Irlanda; Women in Photography, New York.

 

Ha vinto importanti premi in Italia e all’estero tra cui, il primo premio REW[f] Romaeuropa Webfactory – Jpeggy, la menzione speciale della giuria al Women In Photography International, New York, il primo premio internazionale Art Prize La Colomba, Venezia.

Alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati su importanti riviste web e cartacee tra cui Vogue, INSIDEART, Polpettas magazine, Pizza magazine quotidiano di stile e cultura italiani, Franzmagazine diventando anche immagini principali per la campagna di comunicazione e pubblicizzazione di importanti Festival come il Tanzhaus Zürich, Svizzera e il Festival Dancebase, Edimburgo UK.

 

 

 

 

 

 

 

 

Roberta Segata – WE ARE HERE – 4 luglio – 24 novembre 2019 Museo Arte Contemporanea Cavalese ultima modifica: 2019-08-22T16:50:14+02:00 da Daniel Cerami
Daniel Cerami
Sono il Willy Wonka delle Idee. Ogni notte sforno idee e strategie per aiutare i miei clienti e il mio blog [TDV] a farsi strada in questa grande fucina chiamata WEB. Sognatore per natura, amo camminare scalzo appena posso.

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