RICCHI DENTRO PAROLA DI REBEL ROOTZ

Esce il 9 dicembre il nuovo singolo firmato Rebel Rootz “Ricchi Dentro”. Un brano che getta uno sguardo rivolto ai valori interiori, in contrasto ad un mondo che invece da valore, o per lo meno spinge e guarda, all’esteriorità.

In attesa della pubblicazione su tutte le piattaforme digitali, è Massimo Fontanari, front man ed autore dei testi, a raccontare questo nuovo capitolo della band trentina. Una band che dalla sua apparizione sulle scene locali, ha saputo imporsi sui palchi nazionali, uscendo così dai confini regionali. Una lunga collezione di successi e il grande affiatamento con il pubblico, sono i punti salienti della band che con originalità ha riletto il reggae inserendolo nella contemporaneità musicale.

In attesa della pubblicazione del singolo, cosa puoi anticipare?

“Ricchi dentro” vuole essere un singolo controcorrente. In un mondo dove la tendenza è quella di ostentare la materialità, i soldi, il lusso, le macchine, volevo, assieme alla band, spostare lo sguardo all’interno di ciascuno di noi. Volevo dare una visione ottimista, un approccio positivo, in cui si ha la capacità di guardare al bicchiere mezzo pieno.

Come dire, saper aprezzare e valorizzare ciò che si ha?

Sì, non certo un accontentarsi, perchè io sono un sognatore e non smetto mai di sognare, ma un sano smuovere le cose apprezzando la vita. Avere un approccio felice. Non è facile essere positivi, ma ci si può impegnare ad avere questo atteggiamento. Anche i momenti bui e le sconfitte racchiudono insegnamenti e stimoli. Non ci si deve lasciar abbattere, ma grazie anche ad esperienze negative, crescere e rialzarsi. Molta produzione musicale invece ostenta ciò che si possiede nel portafogli, questo singolo  guarda altrove. In questo lo considero controcorrente.

Ci dobbiamo aspettare una svolta dei Rebel Rootz?

In realtà scrivendo i testi delle canzoni, racconto spesso di me, o dei miei stati d’animo. Per cui no, le canzoni che abbiamo nel cassetto parlano di tanti argomenti differenti. Questo singolo, nello specifico, mi rispecchia come intenzione. Non è facile ma cerco di essere felice, mi sveglio al mattino e mi sforzo di avere questo atteggiamento positivo alla vita.

C’è tutta una corrente di pensiero infatti che ritiene come la vita proceda per suo conto, la differenza la fa il modo in cui ciascuno decide di viverla. Voi come band come la affrontate?

Con l’entusiasmo delle novità. Per la prima volta siamo sotto contratto. Ci produce Alberto Rapetti con Orange Studios di Verona Edizioni Battito Rumore. Siamo stati segnalati da Marco Sandrini,  che chiamiamo il nostro personale, perchè ci segue da anni nei live ed è praticamente uno di noi. Lui conosceva questa Etichetta di Verona, ci ha segnalati e infine abbiamo firmato.

Un bel traguardo, giusto?

Si, anche se ha voluto dire adeguardi a questa nuova dimensione. Eravamo abituati a fare di testa nostra anche a volte alla rinfusa. Invece ci siamo trovati in una nuova realtà in cui è bandita l’anarchia e tutto procede in modo ordinato e concordato. Vediamo dove porta.

Dobbiamo aspettarci anche un nuovo sound?

Diciamo che da qualche tempo siamo contaminati da un suono più incisivo, se dovessi definirlo parlei di suono rock. Un suono che usciva durante le sedute in sala prove. La radice nostra rimane reggae, ma questo singolo ha una personalità con questa sonorità differente. Insomma non ci si deve aspettare il classico reggae. Come band non ci diamo dei limti e confini, ci sentiamo liberi di sperimentare più generi e più sonorità.

A questo punto non rimane che attendere l’uscita di “Ricchi Dentro”, che si potrà ascoltare dove?

Su tutte le piattaforme digitali. Ma basterà seguirci sui social per trovare tutte le indicazioni. Per ora si tratta solo di una traccia audio. Siamo impegnati a creare e provare e registrare. Quindi per ora non è in programma il videoclip.

Tutto questo materiale anticiperà un disco?

In realtà non lo sappiamo ancora. Il mio sogno è il vinile. Ma per ora il programma che ci siamo dati è quello di uscire a tappe con una serie di singoli. Molto materiale è già pronto, altro lo stiamo creando. Siamo in pieno lavoro creativo. Posso solo anticipare che fra due mesi pubblicheremo il prossimo singolo. Poi dipende molto dall’ispirazione, dal momento per poter dire cosa ci sarà nel brano che sceglieremo.

Presenterete il singolo o testerete i nuovi pezzi live?

Beninteso che se c’è l’occasione di esibirsi noi non ci tireremo indietro, non sono previsti live. Come dicevo siamo impegnati in sala prove e in registrazione e produzione. Per cui l’attività live è sospesa e rimandata nelle intenzioni, per ora.

Qui link della notizia del concerto virtuale.

Una domanda sul futuro della musica: avendo tastato il poslo della realtà virtuale aumentata, con il concerto online di qualche anno fa, oggi che pure la I.A. pare abbia composto musica e che si è sdoganato il concerto con avatar olografico, ritieni sia questa la strada che prenderà la musica?

Premetto che è stata un’esperienza bellissima, non solo perchè ci ha dato l’opportunità di fare un concerto quando il mondo si era fermato, in quel particolare momento legato alla pandemia, ma anche perchè ci ha dato una serie di feedback molto positivi da parte del pubblico. L’idea è stata di Enzo Degregorio, il nostro tour manager. E’ stata una esperienza bellissima e il calore del pubblico, anche con tutti i commenti positivi e i messaggi che ci sono arrivati è stato di un’emozione travolgente. Insomma è un esperimento andato benissimo, oltre le apsettative, sia di sold out che di feedback.

Premesso tutto questo. E’ un’esperienza che si ferma qui. Nel senso che rimane una esperienza, ma non una alternativa. Non c’è paragone con l’incontro emozionale ed energetico che si sprigiona con il pubblico ogni volta che lo si vive di persona. Rende ogni concerto unico e diverso. Non si può rinunciare al dialogo vero e reale. La musica è condivisione e ha senso solo per questo. Se dovesse venirmi meno quella emozione che provo prima di salire sul palco, quella paura mista a emozione che diventa poi il motore per darmi al pubblico, smetterei di fare musica. Quell’emozione lì nel virtuale non c’è. Il virtuale con tanto di realtà aumentata va bene per i giochi virtuali, ma non per la musica che rimane incontro e appunto condivisione da vivere in prima persona nella realtà, in simbiosi con gli altri.

 

Per ascoltare il singolo Ricchi Dentro qui.

 

Info autore /