Laos: la terra delle mille caverne e cascate… e bombe inesplose.

Il Laos, o se volessimo fare i precisini, la Repubblica Popolare Democratica del Laos, è un piccolo paese che pur contando un numero di turisti annuali decisamente più basso rispetto ai grandi vicini Vietnam, Cina e Cambogia, inizia ad essere una metà sempre più gettonata del sud est asiatico, e certamente non senza motivo.

Questa piccolo terra vi conquisterà con i suoi paesaggi mozzafiato, le sue cascate cristalline e imponenti, le sue caverne tutte da scoprire e vi porterà via un pezzo di cuore una volta che ne conoscerete il passato turbolento.

Poche persone infatti sono a conoscenza del fatto che il Laos venne gravemente colpito e devastato durante la Guerra del Vietnam, pur non essendo mai stato direttamente coinvolto nel conflitto.

Statistiche riportano che fu (e rimane ad oggi) il paese con la percentuale più alta di bombardamenti rispetto alla densità di popolazione. Durante la guerra del Vietnam gli americani condussero 580.000 operazioni di bombardamenti sul Laos, che per farvi capire corrispondono a un bombardamento ogni 8 minuti, per 24 ore al giorno per nove anni consecutivi.

Delle oltre 270 milioni di bombe che furono sganciate durante quegli anni, 80 milioni non esplosero sul momento ma solo negli anni a seguire, causando la morte o la perdita di arti a più di 50.000 persone dal 1964 al 2011.

Le zone più colpite dagli Americani furono e sono quelle vicino all’ Ho Chi Minh trail, la zona di confine tra Laos, Cambogia e Vietnam, attraverso la quale i Vietcong ricevevano armi, munizioni e viveri.

Ancora ad oggi si calcolano che ci siano almeno 100 incidenti legati a bombe inesplose, le vittime di questi incidenti sono nel 40% dei casi bambini, che scambiano queste bombe per giocattoli.

Noi stessi non eravamo assolutamente a conoscenza di questa realtà, ma un’interessantissima visita al centro COPE di Vientiane ci ha permesso di apprendere tutto questo e anche apprezzare il duro lavoro che associazioni come MAG (Mines Advisory Group) e UXO (Unexploded Ordnance Programme) svolgono giornalmente per cercare di bonificare le aree più ricche di ordigni inesplosi, o come COPE la cui missione è quella di fornire assistenza, protesi e riabilitazione (gratuita) ai sopravvissuti UXO e a tutte le persone affette da disabilità motorie, cercando di restituirgli una vita il più normale possibile.

Durante quegli anni di paura la popolazione per proteggersi dai bombardamenti iniziò ad utilizzare la moltitudine di caverne che ricoprono il territorio laotiano come case, ospedali e nascondigli. La proprietaria della guesthouse in cui abbiamo allogiato a Muang Ngoi, ci ha raccontato che venne partorita e visse per i primi 7 anni della sua vita dentro una caverna vicino al loro villaggio.

Un’altra zona ricchissima di caverne e lagoon è sicuramente Vang Vieng: un tempo tristemente conosciuta per le fumerie di oppio e, più recentemente, per i numerosi viaggiatori annegati nel fiume Nam Song dopo una serata a base di alcol e sostanze. Dal 2012 però il governo laotiano ha attuato una serie di leggi e restrizioni per evitare la diffusione di droghe e alcool lungo il tragitto del fiume, per limitare la durata dei party e per rilanciare un turismo più genuino.

Per chi fosse ancora interessato a vivere una serata “old style”, questi sono i consigli che vengono dati ai viaggiatori in ogni ostello non appena vi si mette piede: qualsiasi tipo di sostanza non va assolutamente consumato in strada e neppure negli ostelli in città, poiché ci sono moltissimi poliziotti in borghese che non aspettano altro di cogliervi in flagrante per portarvi in questura e farvi scegliere tra una multa di 500 euro o 6 mesi di carcere in Laos ( a voi la scelta).

Potete comprare e consumare tutto ciò che volete però in sono alcuni bar in centro, ma non provate a portare niente con voi una volta usciti dal locale, se non volete evitare una soffiata dal proprietario del locale con le conseguenze sopracitate.

Per queste ragioni consigliamo invece di venire a Vang Vieng per spendere delle piacevoli giornate in bicicletta, o scooter, alla scoperta delle numerose caverne e degli splendidi laghetti dalle acque cristalline. Ve ne sono davvero tantissimi, alcuni più famosi, con bar e infrastrutture, e quindi affollati di turisti, e altri in cui vi ritroverete ad essere gli unici frequentatori per tutta la giornata.

Ma parlando di caverne sua maestà è certamente Kong Lor: un fiume sotterraneo di 7.5km nell’altro della montagna. L’esperienza è surreale: dopo aver pagato i 2 euro di ingresso, e aver noleggiato una barca e una guida (prezzo variabile a seconda del numero di persone, ma massimo 13 euro), entrerete nella bocca di questo gigante e spenderete i seguenti 45 minuti in silenzio totale e completamente al buio, salvo una piccola torcia sulla testa del barcaiolo. Detta così sembra una cosa noiosa e inquietante, e anche noi la pensavamo così. Sbagliato! Il silenzio della grotta, queste fugaci occhiate alla maestosità della stessa, con “camere” che raggiungono anche i 100 metri di altezza, e l’assenza di rumori, di chiacchierii, di flash di macchine fotografiche vi trasporterà in un viaggio di deprivazione sensoriale come poche altre nella vostra vita. Per il momento è ancora molto poco conosciuta, con meno di 100 visitatori al giorno (comparato con le migliaia di Phong Nha Cave in Vietnam), e per questo i prezzi sono ancora limitati e l’esperienza così genuina, avendo aperto da non troppi anni; per questo consigliamo di visitarla il più presto possibile, prima che diventi patrimonio UNESCO (e di conseguenza molto più costosa), e che il turismo incrementi. Kong Lor si raggiunge da Thakhek, una cittadina nel Laos centrale, con tour organizzati, o noleggiando uno scooter in città, il che permette anche di percorrere i km del Thakhek Loop, fra paesaggi surreali di alberi bruciati, strade di montagna e estese pianure. Attualmente raggiungere la caverna con i mezzi pubblici è piuttosto complicato. Una volta raggiunto il minuscolo paesino rurale di Kong Lor è possibile dormire in casa di locali e mangiare con loro per solo 5 euro al giorno (se non siete schizzinosi con il cibo… a noi è toccato riso e uova per 3 pasti di fila).

 

Anche le cascate di certo non mancano in questa nazione. Il loop del Bolaven Plateau, nei pressi di Pakse, percorribile in scooter o in visite guidate, vi permetterà di poterne ammirare una dozzina, alcune veramente belle e imponenti. Il pernottamento lo consigliamo nella grazioso paese di Tad Lo, dove potrete sperimentare la family dinner: Palamey guest house organizza queste cene (35.000kip=3.5euro) dove ognuno partecipa nella preparazione del cibo e si mangia tutti insieme su una lunga tavolata, potendo assaggiare così una decina di piatti tipici e allo stesso tempo di conoscere altri viaggiatori. Un luogo di aggregazione e di degustazioni in mezzo agli altipiani laotiani. Oltre a queste, numerose altre cascate sono situate nel nord del Laos, fra cui la meravigliosa Kuang Si Falls nei pressi di Luang Prabang ( già descritta in precedenza), le numerose cascate sul fiume Nam Ou e quelle nei pressi di Vang Vieng.

Se amate la natura incontaminata, i lunghi viaggi in motocicletta e un tocco di ruralità, senza grandissime aspettative sul cibo, il Laos vi saprà trattare a dovere!

 

Laos: la terra delle mille caverne e cascate… e bombe inesplose. ultima modifica: 2018-06-22T11:54:59+00:00 da The Back Pachers
The Back Pachers
The Back-Pachers nasce da un idea, un sogno, un progetto di Andrea Pacher e Veronica Franchi di raccontare in questo blog le loro avventure nel sud est asaitico e in India. Lui biotecnologo, lei ostetrica, entrambi residenti nella caotica metropoli londinese. Da sempre curiosi e desiderosi di espandere I propri orizzonti, dopo qualche anno di vita frenetica nella capitale inglese, ha iniziato ad alimentarsi in loro il desiderio di viaggiare e di scoprire nuovi paesi e culture, di prendere una pausa dagli oneri della vita occidentale e di vivere insieme, questo viaggio.

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