LA GUERRA DI TINA

Ho sognato il mondo sopra un treno

Ambientato durante il primo conflitto mondiale, La guerra di Tina è il monologo di una ragazza che racconta gli eventi che hanno portato all’arresto suo e della madre, episodi della sua prigionia nel campo di Katzenau, successivamente il ritorno alla vita in paese nel primo dopoguerra e gli albori del fascismo.

I temi trattati sono la condizione femminile, ieri e oggi, il rapporto fra potere e popolazione, guerra e oppressione.

Il materiale storico di riferimento sono le testimonianze di donne trentine arrestate ed internate nei campi di prigionia austriaci o italiani. Storia d’amore in sottofondo.

LA GUERRA DI TINA

Composto sulla base delle testimonianze, per lo più in forma epistolare, di donne trentine deportate dal governo austriaco

e da quello italiano durante il primo conflitto mondiale, nonché sulla ricerca storica su questo argomento,

 La Guerra di Tina 

intesse al fatto storico la storia di un personaggio inventato.  

Tina, la protagonista, è un personaggio il cui scopo è incarnare valori e domande,

un’individualità costruita su di una sensibilità contemporanea che si approccia al passato, si finge passato, ovvero,

l’avatar di un’ipotetica osservatrice moderna, che indossando una maschera recita la sua parte nella tragedia della guerra e l’ingiustizia della prigionia.

Adoperando un linguaggio dal registro composito (contemporaneo, dialettale, colto, vetusto),

per poter così scandire momenti comico/ironici e momenti più drammatici o di riflessione, il monologo racconta una storia che attraversa l’intero periodo del conflitto e il primo dopoguerra sino agli albori della dittatura fascista.

Ciò, appoggiandosi ad una costruzione per immagini che sono di volta in volta assai concrete e realistiche oppure oniriche,

talvolta velatamente simboliche ed evocative, rimanendo comunque in una cornice discorsiva fluida, immediata, accessibile a qualunque tipo di pubblico.

Il contesto storico dello spettacolo

Nell’estate del 1914 iniziava la Prima guerra mondiale. Circa 70.000 soldati trentini (su una popolazione di circa 385.000 persone) dovettero partire per il fronte, generalmente quello orientale.

Più di 10.000 persero la vita nel conflitto. Nella primavera del 1915, alla vigilia dell’entrata in guerra del Regno d’Italia contro l’Austria-Ungheria, le autorità militari asburgiche vararono un piano per evacuare i civili che vivevano nelle aree vicine ai confini con l’Italia. 

Circa 75.000 persone tra vecchi, donne e bambini vennero quindi ammassate in campi profughi (Mitterndorf, Pottendorf, Braunau, Wagna, le «città di legno»),

o disperse in paesi della Boemia e della Moravia. 

Nonostante il piano predisposto, i tempi e le dimensioni dell’evacuazione, lo smembramento delle famiglie, 

l’ansia per i familiari al fronte, lo stato di guerra e l’andamento della stessa resero questa un’esperienza terribile per la quasi totalità delle persone coinvolte, come oggi possiamo leggere nei loro diari e nelle loro lettere. 

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria al:

380 693 51 85 o organizzazione@trentospettacoli.it

Ingresso con Green Pass

di Renato Barrella

con Maria Vittoria Barrella

luci Emanuele Cavazzana

tecnica Luca Mariotti

ricerca storica Andrea Casna

regia Maura Pettorruso


http://www.trentospettacoli.it/

Info autore /

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