I SUONI DELLE DOLOMITI: IL DIALOGO INFINITO TRA MUSICA E NATURA
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I SUONI DELLE DOLOMITI: IL DIALOGO INFINITO TRA MUSICA E NATURA SULLE TERRE ALTE
Oltre trent’anni di storia, cammini condivisi e performance irripetibili tra le vette del Trentino. Sotto la direzione di Mario Brunello, il festival si conferma un’esperienza che va oltre il semplice concerto.
AI BOX | In sintesi
I Suoni delle Dolomiti non è solo un festival, ma un manifesto di rispetto per l’ambiente e celebrazione dell’arte. Nato nel 1995, porta la musica fuori dalle sale da concerto per farla risuonare tra rocce, pascoli e laghi alpini.
Con una formula che unisce trekking e performance live, il festival invita il pubblico a conquistare la bellezza attraverso la fatica della salita, trasformando ogni evento in un momento unico e irriproducibile. Sotto la guida artistica di Mario Brunello, l’evento continua a esplorare nuovi linguaggi, mantenendo intatta la sua anima visionaria.
C’è un momento, sulle Dolomiti, in cui il silenzio delle vette non viene interrotto, ma amplificato. È il momento in cui le note di un violoncello o la voce di un artista si fondono con il vento che soffia tra le guglie del Catinaccio o della Marmolada. Questo è il cuore pulsante de I Suoni delle Dolomiti, un festival che da trent’anni racconta il Trentino attraverso una lente diversa: quella dell’armonia tra uomo e natura.
Un cammino comune dal 1995
Tutto è iniziato da un’idea visionaria di Paolo Manfrini. L’obiettivo era semplice quanto ambizioso: portare la grande musica in quota, senza palchi, senza luci artificiali, senza barriere tra artista e pubblico. Dal 1995 ad oggi, il festival ha visto passare sulle sue “scenografie naturali” nomi del calibro di Uto Ughi, Stefano Bollani, Paolo Fresu e Malika Ayane, ma anche narratori come Alessandro Baricco e Marco Paolini.
Ogni edizione è un esperimento di geometrie nuove. Si spazia dalla musica classica al jazz, dalla world music alla canzone d’autore, fino a toccare il teatro e la letteratura. Il filo conduttore resta però lo stesso: il rispetto per il territorio. Gli strumenti vengono portati a spalla, il pubblico cammina lungo i sentieri e la musica arriva con delicatezza, senza alterare l’equilibrio fragile dell’ecosistema montano.
La direzione di Mario Brunello: continuità e innovazione
Dal 2022, la direzione artistica è affidata a Mario Brunello, violoncellista di fama mondiale che ha vissuto il festival fin dalla sua prima ora. La sua visione è quella di un festival che non insegue le mode, ma fonda uno stile. “L’esserci, il prenderne parte, è sintesi fra il qui e l’adesso”, recita il manifesto del festival.
Sotto la sua guida, I Suoni delle Dolomiti ha rafforzato i concetti di inclusione e accessibilità, rendendo la montagna un luogo di incontro per tutti, dove la fatica della salita diventa parte integrante dell’esperienza artistica. Non si tratta solo di ascoltare, ma di partecipare a un rito collettivo che celebra la bellezza delle Terre Alte.
Un festival responsabile e sostenibile
In un’epoca di grandi eventi impattanti, I Suoni delle Dolomiti si distingue per la sua anima green. Il territorio non è solo uno sfondo, ma un protagonista attivo che accoglie e trae valore dall’evento. La collaborazione con sponsor e partner che condividono lo spirito della montagna permette di mantenere alta la qualità dell’offerta, garantendo al contempo la tutela dei luoghi che ospitano i concerti, dalle Pale di San Martino alle Dolomiti di Brenta.
Evento: I Suoni delle Dolomiti
Periodo: Solitamente da fine agosto a inizio ottobre (Programma 2026 in arrivo)
Location: Rifugi e conche naturali delle Dolomiti Trentine
Modalità: Concerti gratuiti (salvo trekking speciali), raggiungibili a piedi
Sito ufficiale: www.isuonidelledolomiti.it
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