TDV · Cultura e musica · 13 ottobre 2026
Ci sono assenze che non smettono di abitare una vita. Giovanni Allevi ha scelto di dare loro una forma, non con un discorso ma con un’orchestra. Lost Time Symphony, la sua nuova Sinfonia del Tempo Perduto, arriva in Italia mercoledì 14 ottobre 2026 alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano. È dedicata a Stella, sua sorella, scomparsa nel 2022: una storia di memoria e di affetti che attraversa la musica e interroga il significato stesso del tempo.

La nuova composizione è stata commissionata dalla Fondazione La Società dei Concerti di Milano, che la presenta nella stagione 2026/2027. Dopo la prima mondiale del 2 ottobre a Herford, in Germania, l’appuntamento milanese ne segna il debutto italiano. Sul palco la Nordwestdeutsche Philharmonie diretta da Jonathan Bloxham. La notizia è stata confermata da ANSA il 13 ottobre.
Un nome, Stella. E tre anni in cui il dolore è rimasto in silenzio
Stella Allevi era una musicista, pedagogista e filosofa con competenze nel campo della bioetica. Per il compositore rappresentava un riferimento affettivo e intellettuale. La sua scomparsa, nell’estate del 2022, è arrivata a poche settimane dalla diagnosi di mieloma multiplo ricevuta da Giovanni Allevi: due eventi che hanno cambiato profondamente il corso della sua vita.
Nell’intervista pubblicata il 13 ottobre dal Corriere della Sera, Allevi ha raccontato di aver tenuto a lungo dentro di sé il dolore per la sorella. La partitura è nata quando quel silenzio ha finalmente trovato un linguaggio possibile. Non è una cronaca musicale di ciò che è accaduto; è piuttosto il tentativo di comprendere che cosa resta di una relazione quando viene a mancare la presenza fisica.
Il titolo inglese, Lost Time Symphony, racchiude una domanda familiare a chiunque abbia vissuto un lutto: il tempo condiviso scompare davvero, oppure cambia posto dentro di noi? La risposta del compositore passa attraverso la memoria dell’infanzia, la perdita e la possibilità di trasformare una ferita in un gesto creativo.
È il pensiero espresso da Allevi e riportato da ANSA nel presentare la sinfonia. Una frase breve, che diventa la chiave di lettura di un’opera concepita non come commemorazione ufficiale, ma come dialogo intimo con un’assenza.
Dieci minuti per raccontare quello che non si riesce a dire
La Sinfonia del Tempo Perduto si sviluppa in un unico movimento di circa dieci minuti. La durata, spiegata dallo stesso Allevi, non deve trarre in inganno: una pagina breve può contenere una costruzione orchestrale complessa, soprattutto quando deve attraversare stati emotivi molto diversi senza interrompere il proprio percorso.
Nella descrizione offerta dal compositore emerge un arco che procede dall’oscurità a un ricordo più luminoso. Il materiale musicale non intende riprodurre il dolore in forma letterale: lo organizza, gli dà ritmo e respiro, lascia convivere il peso della perdita e l’intensità di ciò che è stato vissuto.
È una scelta significativa anche rispetto all’immagine pubblica di Allevi, spesso associata soprattutto al pianoforte solista. Qui il protagonista è il linguaggio sinfonico, con la possibilità di distribuire la tensione narrativa fra timbri, strumenti e voci orchestrali differenti. Il passaggio dal racconto personale alla forma collettiva è parte del significato stesso del progetto.
Il ritorno in una sala che appartiene alla sua storia
Non è casuale che la prima italiana sia ospitata proprio al Conservatorio di Milano. Nelle sue dichiarazioni al Corriere della Sera, Allevi lega la Sala Verdi a una fase importante del proprio percorso artistico, ricordando che proprio lì aveva trovato una delle prime aperture della sua carriera.
Ritornarvi oggi con una composizione dedicata a Stella non significa soltanto presentare una nuova partitura. È anche mettere in relazione due tempi della stessa esistenza: l’inizio della strada professionale e una maturità segnata da vicende che nessun successo può cancellare.
La sinfonia ha già conosciuto la sua prima esecuzione mondiale in Germania il 2 ottobre, a Herford, con gli stessi complessi orchestrali e direttore. Come riportato da ANSA, Allevi non aveva potuto assistervi a causa dell’influenza. Quella di Milano è quindi anche un’occasione particolarmente significativa per il compositore nel rapporto diretto con il pubblico italiano.
Il concerto del 14 ottobre: orari, orchestra e programma
Quando: mercoledì , alle 17:00 (Serie Zaffiro) e alle 20:45 (Serie Rubino).
Dove: Sala Verdi, Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.
Interpreti: Nordwestdeutsche Philharmonie; Jonathan Bloxham, direttore; alle 20:45 anche Aleksandar Madžar, pianoforte.
Programma pomeridiano: Lost Time Symphony di Giovanni Allevi e Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Ludwig van Beethoven.
Programma serale: Lost Time Symphony, Concerto per pianoforte n. 1 op. 23 di Pëtr Il’ič Čajkovskij e Sinfonia n. 7 di Beethoven.
Informazioni e biglietteria: concerto delle 17:00 · concerto delle 20:45. Disponibilità e condizioni vanno controllate sui canali ufficiali dell’organizzatore.
Il confronto con Beethoven, particolarmente caro alla sorella Stella secondo le dichiarazioni del compositore, aggiunge un’ulteriore dimensione al programma. Nel concerto serale la pagina di Allevi dialogherà inoltre con il celebre Primo concerto per pianoforte di Čajkovskij. Sono accostamenti che non servono a misurare gli autori uno contro l’altro: offrono all’ascoltatore la possibilità di attraversare epoche ed estetiche differenti nella stessa serata.
Dalla malattia al palcoscenico: un cammino pubblico, non una favola
Il pubblico italiano ricorda il ritorno di Giovanni Allevi sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo 2024. Dopo un lungo periodo di assenza dalle esibizioni, aveva raccontato la diagnosi di mieloma e il cambiamento radicale che ne era seguito. Al pianoforte aveva eseguito Tomorrow, composizione nata nel tempo delle cure.
Quel passaggio, documentato da RaiNews, ha reso pubblica una dimensione della vita del musicista che fino ad allora rimaneva in gran parte lontana dalla sua immagine professionale. Eppure sarebbe una semplificazione raccontare la nuova sinfonia come una vittoria definitiva sulla sofferenza. Il dolore non è una gara da vincere e la creatività non è una terapia di cui si possa promettere il risultato.
Nel 2026, durante un incontro all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Allevi ha continuato a riflettere sul rapporto fra la propria esperienza, la ricerca medica e l’attenzione verso gli altri pazienti. La sua testimonianza, riportata da ANSA nel luglio 2026, restituisce un percorso ancora aperto, non una parabola perfetta costruita per i titoli dei giornali.
Il tempo che perdiamo, quello che resta
La musica non restituisce ciò che è stato perduto. Non riporta indietro le persone, non modifica le date, non riscrive ciò che non abbiamo potuto dire. Ha però una possibilità che il linguaggio quotidiano spesso non possiede: rendere presente, per qualche minuto, qualcosa che non ha più una forma visibile.
Questo rende Lost Time Symphony un’opera potenzialmente vicina anche a chi non segue abitualmente la musica classica contemporanea. Il suo tema non richiede una preparazione tecnica per essere compreso: tutti conosciamo, in modi diversi, l’esperienza del tempo che passa e degli affetti che continuano a vivere nella memoria.
Allevi ha scelto di rivolgere alla sorella Stella un gesto artistico preciso. Il risultato sarà affidato alle mani di un’orchestra, al silenzio prima dell’attacco e all’ascolto di una sala. Il resto appartiene a chi, davanti a quelle note, troverà forse un ricordo proprio.
Fonti e informazioni verificate
ANSA, 13 ottobre 2026 — annuncio della prima italiana e dedica a Stella.
ANSA, 2 ottobre 2026 — debutto mondiale a Herford, orchestra e direzione.
Fondazione La Società dei Concerti, Serie Zaffiro — programma e orario delle 17:00.
Fondazione La Società dei Concerti, Serie Rubino — programma e orario delle 20:45.
Corriere della Sera, intervista del 13 ottobre 2026 — origine della partitura e testimonianza del compositore.
RaiNews, Sanremo 2024 — il racconto pubblico del ritorno in scena e dell’esperienza della malattia.

