DRAGON VAIA REGENERATION RINASCE DALLE CENERI

Come l’araba fenice, il Drago di Vaia è risorto dalle sue ceneri. Dallo sperone di roccia di Magrè, Dragon Vaia Regeneration, questo il suo nuovo nome, il drago domina l’altopiano Cimbro in tutta la sua maestosità.

Dragon Vaia Regeneration è la nuova opera dello scultore Martalar che con le sue 6 tonnellate di legno carbonizzato, i suoi 16 metri di lunghezza e 7 di altezza si aggiudica il primato di scultura in legno più grande del mondo. Rigorosamente realizzato con le radici della tempesta di Vaia, l’artista ha carbonizzato tutti i legni intrecciati nella costruzione della scultura in cui ha inglobato anche i resti carbonizzati del drago andato in fumo nell’incendio in cui si è consumato una notte di molti mesi fa.

Dal comunicato ufficiale si legge non solo la dedica, ma anche i ringraziamenti dovuti a chi si è adoperato per far tornare il drago a rinascere.

“Questo nuovo Drago non è solo un guardiano a monito del rapporto tra essere umano e natura, ma è un custode di memoria, di storie, un simbolo di rinascita e resilienza dove noi esseri umani dovremmo restare sempre umili davanti a madre natura.

L’opera è visitabile già da sabato 22 giugno, ma l’inaugurazione ufficiale è prevista il giorno 1° luglio alle ore 11.00. Per maggiori informazioni e per prenotare il posto all’inaugurazione (che è a numero chiuso):
https://www.alpecimbra.it/it/menu/inaugurazione-drago-vaia/304-21195.html?sDate=01.07.2024

Il Comitato Avez del Prinzep che, attraverso il Sindaco di Lavarone Isacco Corradi, ha raccolto i fondi, esprime i più sentiti ringraziamenti alle 1.650 persone che hanno contribuito, alle imprese che hanno donato spontaneamente per permettere la rinascita di un’opera che ha un significato molto profondo.
“Tutti noi affrontiamo momenti di difficoltà ed avere la forza per ripartire è simbolo di rinascita e resilenza, quest’opera quindi sarà anche custode delle storie, di chi vorrà condividere la forza nell’affrontare le difficoltà, per rinascere più grandi di prima. Lavarone potrà essere di esempio per altre località e questa opera come il progetto che gira attorno ad essa opportunità economica e sociale”

GreenLand, società cooperativa di comunità, sarà il soggetto che avrà in gestione il percorso e il progetto del Drago Vaia Regeneration, il presidente Christian Caneppele: “Attraverso quest’opera vogliamo far conoscere i nostri principi di sostenibilità, l’importanza del rialzarsi dopo aver affrontato difficoltà, la volontà di creare comunità attraverso l’aggregazione di buone pratiche!”


“Il Drago Vaia rappresenta un completamento importante della proposta turistica dell’Alpe Cimbra e, in particolare, delle proposte legate alla sostenibilità, vista anche la certificazione Gstc della destinazione e la sua appartenenza alle Perle Alpine. Siamo entusiasti della nuova opera di Marco Martalar e delle possibili sinergie che potranno scaturire con gli altri territori che ospitano le opere di Martalar, oltre che dell’importante visibilità mediatica che contribuirà ad aumentare la notorietà di Lavarone e dell’Alpe Cimbra” afferma Gianluca Gatti Presidente Apt Alpe Cimbra.

Sentiti ringraziamento alle imprese ed enti che ci hanno aiutato
Cristelli Trasporti eccezionali, Fulvio Caneppele, Cantiere Comunale, Falegnameria Curzel, Franco Marangoni, Comune Lavarone, Comitato Avez del Prinzep e GreenLand.

Tutto questo è stato possibile con il contributo di:
Cassa Rurale Vallagarina, Chalet Tana Incantata, Riva Mia, Stahlbau, DAVtech, Rothoblass, Effegi Carpenteria Metallica Srl, Gioiello Italiano, Viteria Euganea, Caminetto Mountain Resourt, Gruppo Sportivo Prato, Nuove Arti Grafiche, Lavarone Ski, Adriani Santino e Zocche Elena di Schio, Magif Marangoni Fratelli, NorgesHus, Guglielmi Claudio srl, BigMat EdilKlima Group, Bazzario, Giacca Impianti, Conad Lipe Lavarone.

Oltre a questi altri 1630 persone che hanno voluto partecipare e contribuire nel raggiungere questo risultato vi siamo immensamente grati, qui è possibile leggere tutti i nominativi di chi ha aiutato”: https://gofund.me/32b15c21

E già in tanti si sono affrettati a salire a Magrè per una foto in anteprima. Pure sotto la pioggia di questi giorni turisti e curiosi, e poi tutti gli affezionati al drago, non hanno saputo resistere al richiamo di questo essere mitologico.

Non solo una scultura, sorvegliata da telecamere, il Dragon Vaia Regeneration è anche un libro e a breve, come anticipato da Martalar stesso nelle stories dai suoi social vedremo la versione reality di tutte le fasi della realizzazione, immortalate dalla telecamera della regista Bernardi.

Una rinascita come sfida, quella di Dragon Vaia Regeneration. Più grande, più forte, più articolato, più dinamico, quasi minaccioso e nell’atto di spiccare il volo e dare battaglia. E’ questa la sensazione dal vivo che rimanda la scultura e che si legge fra le righe. La tranquillità della natura di cui il drago è chiamato a protettore e custode, è pronta ad incontrare colori e suoni dei tanti che sicuramente risponderanno al suo richiamo.

Immancabile il selfie, la foto, il colpo d’occhio da portare a casa, nel mondo dei social. Magari conquistato con la fatica se si sceglie di arrivare al Drago a piedi partendo da Bertoldi e non invadere la tranquilla realtà di Magrè.

Se il primo Drago di Vaia riuscì a colpire l’immaginario dei tantissimi che lo visitarono rendendolo così famoso, questo imponente drago nato sulle ceneri avrà sicuramente un impatto altrettanto forte. Per la sua maestosità ma anche quella sua voglia di rivalsa che trasuda da ogni angolazione da cui lo si guarda. Si percepisce il messaggio di quanto la natura possa sopraffare l’uomo. Prima con la sua forza distruttiva che ha prodotto appunto le radici degli alberi abbattuti da Vaia, ed ora con questo drago che pare ammonire l’uomo nella sua piccolezza di fronte alla natura.

Quale essere mitologico, Dragon Vaia Regeneration, incarna la natura del drago che ha abitato tante leggende e saghe nella sua perenne lotta con l’uomo. Una lotta fra natura e uomo che risale dalla notte dei tempi.

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