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E’ un Supercontinent quello che prende vita a Centrale Fies

Supercontinent è un ecosistema da esplorare dove la complessità permette di trattare tematiche e necessità attuali senza dimenticare la potenza della ricerca che sta nel mezzo, nella pratica artistica che genera addizioni e sottrazioni, per farsi segno e presentarsi al pubblico senza rinunciare a immaginare nuove destinazioni a cui approdare.

 

Dal 21 al 29 luglio 2017 torna l’appuntamento con la 37esima edizione di DRODESERA, il festival delle arti contemporanee di Centrale Fies a Dro (TN) che da 17 anni apre al pubblico l’attivo centro di produzione artistica, perseguendo e alimentando la propria natura di realtà multiforme e la mission di presentare biodiversità artistiche e culturali.

SUPERCONTINENT, il titolo della nuova edizione, è una pangea ricucita dalle nuove tecnologie così come dalle tratte migratorie, in simbiosi con un territorio che muta aspetto in continuazione, in cui tradizione e innovazione si intrecciano per dare origine a un equilibrio possibile solo grazie alle diversità.

 

Per indagare il forte senso politico dell’arte che non si esaurisce nella tematica ma tocca le modalità produttive della performance, il Festival si apre con la quinta edizione di LIVE WORKS Performance Act Award, la piattaforma dedicata unicamente alla Performance Art nella quale Centrale Fies continua a rinnovarsi stravolgendo le regole dei premi, trasformando i selezionati in vincitori e la giuria in board curatoriale comprensivo di network utile al lavoro dell’artista.

Da venerdì 21 a domenica 23 luglio, Drodesera presenta i 10 progetti vincitori – Alok Vaid-Menon, Claudia Pagès Rabal, Gaetano Cunsolo, Kent Chan, Lisa Vereetbrugghen, Madison Bycroft, Mercedes Azpilicueta, Mohamed Abdelkarim, Rodrigo Sobarzo de Larraechea, Urok Shirhan – affiancati da guest performer d’eccezione tra cui Leandro Nerefuh/Ribidjunga Cardoso (“Orphic Exuberance Versus Solar Capitalism” | prima nazionale), Philipp Gehmacher (“walk+talk no. 22” | prima nazionale), Sarah Vanhee (The Making of Justice”) e Mykki Blanco (“Concert”)

Mikki Blanco

Con gli artisti scelti per questa edizione del festival, si rinnova la volontà di far agire l’arte sulla realtà – e viceversa – non solo come nutrimento profondo ma anche come atto reale di senso civico. Ogni lavoro mette in discussione e rinegozia tematiche e modalità tra artista e pubblico così come tra arte e realtà: un’opera da camera documentaristica sulla logica della classificazione sociale – Thomas Bellinck / ROBIN (Simple as ABC #2: Keep Calm & Validate” | prima nazionale); lo studio del movimento del corpo in aree di confine – Rima Najdi (Think much. Cry much.” | prima nazionale); il processo di scrittura di un romanzo che insegue le traiettorie tracciate dagli spettatori immersi nelle dimensioni del racconto – Raafat Majzoub (“The Perfumed Garden: Hekmat, xx” | prima nazionale); il respiro delle persone ai margini della società, convogliato in strumenti che servirebbero a far sentire più forti le voci ma che consegnano invece corpi silenti – Francesca Grilli (The Forgetting of Air”); la paranoia legata alla globalizzazione, caratterizzata dai suoi profili di sospettati e dalla brama di sorveglianza – Michikazu Matsune (Dance, if you want to enter my country!” | prima nazionale).

Mitchikazu Matsune

SUPERCONTINENT amplia format teatrali e performativi che si sviluppano in momenti distinti attraverso pratiche differenti per poi essere ripresentati al pubblico nelle modalità più classiche ma con tutto il bagaglio di un percorso unico – Numero23.Prod / Massimo Furlan & Cie LagunArte / Kristof Hiriart (“Hospitalités” | prima nazionale); consegna agli spettatori la possibilità di avvicinarsi a un artista aprendo loro una parte sconosciuta del suo lavoro – Alessandro Sciarroni (“41” | mostra fotografica), o presentando uno spettacolo nello stesso spazio nel quale ha visto la luce 10 anni prima – Alessandro Sciarroni feat. Chiara Bersani & Matteo Ramponi (“Your girl”); accompagna il pubblico all’interno di un racconto proveniente dal sottosuolo siriano da ascoltare sdraiati su cumuli di terra – Tania El Khoury (“Gardens speak” | prima nazionale).

 

Tania El Khoury

 

La coreografia di Eric Minh Cuong Castaing / Shonen (School of moon” | prima nazionale), scritta per bambini e robot, danza la sempre più attuale domanda sul post-umano e sulle percezioni del corpo in quest’epoca dominata dalle tecnologie, sulla progressiva alterazione delle caratteristiche che lo stesso essere umano tende a modificare o a perdere con il passare dei secoli. Un altro dialogo tra arte, scienza e sport è l’ultima creazione di Chiara Bersani | Marco D’Agostin (Formazioni” | prima nazionale), un lavoro pensato per un astronomo e una squadra sportiva di adolescenti.

Altra fusione ancora, tra due artisti che lavorano nel performativo ma l’uno proveniente dalla danza, Jacopo Jenna, l’altro dalle arti visive, Jacopo Miliani, genera la decostruzione di una canzone – e di un’intera generazione – che cerca di ritornare al Come as you are del testo dei Nirvana (Come as you are”). Volta invece al recupero di un’opera che rischia di scomparire senza lasciare traccia è la collaborazione tra Riccardo Giacconi e Andrea Morbio con Giacomo Onofrio, ultimo burattinaio in grado di mettere in scena uno spettacolo concepito negli anni ’30 (“Il vendicatore”).

Marta Cuscunà

 

Nelle opere di Marta Cuscunà (“Sorry, boys”), Riccardo Giacconi e Carolina Valencia Caicedo (“Occhiacci di legno” | prima nazionale), Pedro Reyes (“Baby Marx”), creature antropomorfe si fanno corpo antico e robotico allo stesso tempo, divenendo non solo tramite del talento e delle visioni degli artisti, ma finendo per diventare altro, qualcosa di inaspettato e autonomo che nemmeno l’artista può più controllare.

 

SUPERCONTINENT è luogo che spinge a mischiarsi coi suoi abitanti, a immergersi nelle sue acque fin negli abissi e a scalare le sue vette più alte. È una destinazione che chiede di essere conosciuta e scoperta palmo a palmo, terra ibridata e feconda, dalla natura inaspettata, ospitale perché priva di confini definiti, pericolosa perché capace di disorientare quando si crede di averla percorsa tutta.

CollettivO CineticO

 

L’azione del corpo che ruota intorno al proprio asse e si sviluppa in un viaggio emozionale – Alessandro Sciarroni (CHROMA_don’t be frightened of turning the page”); l’autopsia del balletto tracciata attraverso un percorso che riflette sulla relazione tra narrazione e astrazione (“Sylphidarium”), l’interconnessione tra alchimie improbabili e ritualità odierne (“Uno scambio crudele” | prima nazionale) entrambi lavori di CollettivO CineticO; il rapporto metaforico e misterioso fra magia e arte di Roberto Fassone (Untitled II”) e l’opera di OHT (“Project Mercury” | prima nazionale), ispirata dalla ricerca scientifica di Richard Sennett, mescolano le pratiche artistiche più classiche e conosciute a visioni tanto contemporanee, articolate e sorprendenti quanto semplici, chiare e dirette nel dialogo coi pubblici. Ecco che il teatro, la danza e la lecture performance si fanno mezzo perfetto per raccontare la ricerca dietro la sua rappresentazione.

 

SUPERCONTINENT è un territorio nel quale è necessario lasciare le certezze, dove non basta studiare ciò che è già stato scritto perché se ne costruirà di nuovo, con metodologie sconosciute atte ad aprire nuove tratte, riunire ambiti, pratiche artistiche e, a volte, persino continenti in una nuova pangea.

Info e programma dettagliato al sito

http://www.centralefies.it/supercontinent/program.html

 

 

E’ un Supercontinent quello che prende vita a Centrale Fies ultima modifica: 2017-07-07T10:54:08+00:00 da Katja Casagranda
Katja Casagranda
Katja Casagranda insider della cultura spettacolo locale, freelance (traduzione che sta per molto free e sempre lanciata sul pezzo), quella giusta via di mezzo fra Lara Kroft e Paperetta Ye Ye, che in curriculum tiene pacchi di ritagli di giornale Trentino stipati e coccolati con amore materno come figli che prima o poi dovrà lasciar andare al loro destino.

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