Dopo oltre 20 anni, l’Orrido di Ponte Alto riapre i cancelli. Noi ci siamo stati in anteprima per voi

La Forra di Ponte Alto è stata per moltissimi anni una delle attrazioni principali della città di Trento e le cartoline di inizio secolo ben raccontano il suo fascino.

I visitatori scendevano con timore le gradinate che conducevano nel canyon, ansiosi di entrare in questo luogo così affascinante e misterioso. Ecco da dove arriva il nome “Orrido”

 

Tutto questo fino agli anni ottanta, quando per motivi di sicurezza la forra è stata chiusa al pubblico.

Oggi, dopo oltre 20 anni, l’Orrido di Ponte Alto riapre i cancelli.

Uno dei luoghi più suggestivi della città torna a vivere.Torna ad essere parte integrante del territorio ed accoglie a braccia aperte tutti quanti lo vogliono vistare.


Ma cos’è l’Orrido?

E’ una gola millenaria, un sito di straordinaria importanza naturalistica, ma non solo.

E’ un profondo canyon scavato dall’instancabile forza delle acque del torrente Fersina nel corso di migliaia e migliaia di anni.Acque che per cause naturali circa 7.000 anni fa hanno deviato il loro corso e si sono create una nuova via dirigendosi verso la valle dell’Adige e facendosi strada tra la roccia, creando lo spettacolo che vediamo ancora oggi.

 

Un luogo unico dove la forza della natura incontra l’ingegno dell’uomo che qui, nel 1500, ha creato una delle prime incredibili opere idrauliche d’Europa.

Lo sbarramento del torrente Fersina, noto come “Serra di Ponte Alto”, venne infatti costruito nel 1537 per volere del Principe Vescovo Bernardo Clesio per mitigare la forza dell’acqua e quindi proteggere il territorio dalle esondazioni e scongiurare possibili alluvioni in città.

Un luogo unico dove la forza della natura incontra l’ingegno dell’uomo che qui, nel 1500, ha creato una delle prime incredibili opere idrauliche d’Europa.

Lo sbarramento del torrente Fersina, noto come “Serra di Ponte Alto”, venne infatti costruito nel 1537 per volere del Principe Vescovo Bernardo Clesio per mitigare la forza dell’acqua e quindi proteggere il territorio dalle esondazioni e scongiurare possibili alluvioni in città.

Una seconda opera, la controserra Madruzza, venne costruita nel 1882 con lo scopo di sostenere la prima.

Queste incredibili opere danno origine a due spettacolari cascate alte più di 40 metri.

Grazie alla ristrutturazione e al rifacimento dei camminamenti e alla costruzione di due balconi, alle cascate ora ci si arriva proprio dentro, per ammirare a bocca aperta la potenza dell’acqua e la forza della natura.
La ristrutturazione e la messa in sicurezza sono state realizzate dal Servizio Bacini Montani della Provincia Autonoma di Trento con la disponibilità della Famiglia Tomasi  tuttora proprietaria di parte del sito (e che si è occupata della gestione della forra fino agli anni ’90)  e la circoscrizione Argentario sulla quale ricade lo stesso.

Insieme sono riusciti a superare le non poche difficoltà di tipo strutturale, tecnico ed economico che si sono presentate in questi anni di grande lavoro, arrivando a realizzare un grandioso progetto.

Tutto è stato fatto cercando di mantenere il più possibile la struttura originaria, ed il risultato è assolutamente fantastico.

Noi lo abbiamo visitato questa mattina, ospiti dell’Ecomuseo Argentario, e siamo rimasti a dir poco entusiasti.

Partiti alle 10.00 abbiamo avuto l’onore di essere nel primo gruppo di visitatori ad entrare in questo emozionante sito per fare un tuffo nella storia e nella natura.

Anche il meteo ha voluto partecipare all’inaugurazione a modo suo, regalandoci un’ora di stupendo sole in una giornata a dir poco uggiosa.

Già numeroso il primo gruppo di visitatori entusiasti, a testimonianza di quanto la riapertura dell’Orrido fosse una cosa desiderata e attesa da tutta la popolazione.

 

Un pezzo di storia che merita di essere scoperto e vissuto e un’eredità preziosa da custodire con attenzione. Ecco cos’è davvero l’orrido di Ponte Alto.

Con l’auspicio che possa tornare presto ad essere emblema della nostra magnifica città, ringraziamo di cuore l’Ecomuseo Argentario che ci ha ospitati e facciamo i complimenti alla nostra guida: Sandro Zanghellini di Albatros, che ci ha accompagnati in questa visita con tutta la sua passione e competenza e soprattutto con il suo sorriso e la sua simpatia.

PER ORGANIZZARE LA VISITA:

L’orrido è raggiungibile con gli autobus che arrivano a Cognola (9, 10 e 16), facendo un pezzo di strada a piedi oppure con gli autobus extraurbani che fermano a Ponte Alto.

Chi volesse raggiungerlo in macchina può parcheggiare nel vicino parcheggio del centro sportivo di Cognola.

PREZZO DI INGRESSO:

5 euro adulti, 3 euro bambini con età inferiore ai  12 anni.

Bambini da 0 a 5 anni ingresso gratuito.

Per organizzare visite in gruppo, scolaresche o per visite in altro orario potete contattare direttamente l’Ecomuseo Argentario al numero 0461.858400 oppure 3356514145,

inviare una mail a info@ecoargentario.it o visitare il sito internet http://ecoargentario.it

ORARIO DI VISITA

Per motivi di sicurezza non è possibile visitare il sito in autonomia. Le visite guidate sono organizzate dall’Ecomuseo Argentario, in collaborazione con Albatros.

Orario: dal  2 settembre tutti i sabati e le domeniche dalle 10.00 alle 18.00 con orario continuato.

La partenza è all’inizio di ogni ora, senza prenotazione, fino al raggiungimento di un massimo di 22 persone.

ULTERIORI INFO:

La visita dura un’ora circa.

Dopo attenta valutazione è stato deciso di non rendere accessibile il sito ai cani.

Consigliato abbigliamento sportivo e una felpa.

Dopo oltre 20 anni, l’Orrido di Ponte Alto riapre i cancelli. Noi ci siamo stati in anteprima per voi ultima modifica: 2017-09-03T11:20:10+00:00 da Monica Corn
Monica Corn
"La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili" - William Burroughs Uno Tsunami di energia e divertimento alla scoperta del mondo. Per sopravvivere a tre figli ed una cane... ed essere felici! Da gennaio 2016 autrice del blog www.viteinviaggio.blogspot.com

Alle Lochere di Caldonazzo il ritmo a levare di Sud Sound System, Skarra Mucci e Dj Afghan

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