A pochi passi dalla città un mondo che [non] conosci: “la Strada Romana”

In una domenica di metà primavera, dopo un sabato sera passato a festeggiare un compleanno, mi sentivo così in colpa con il mio corpo che nonostante le poche forze e il rincoglionimento generale, ho puntato la statale 45bis e mi sono diretto verso la Valle dei Laghi alla ricerca del benessere interiore.

Il giro è iniziato dal Lago di Cavedine, uno specchio d’acqua artificiale che negli anni ha saputo adattarsi molto bene all’ambiente circostante e che, seppur non troppo conosciuto al turismo di massa, si fa notare per alcune sue caratteristiche: la sua rigenerante “pace ventosa”, la ciclabile che lo costeggia per metà e soprattutto le sue acque azzurre che fanno da nave scuola a chi si vuole avvicinare al mondo del Wind Surf.

Ciclabile lago di cavedine

Qui con i Roll Up ai piedi ho percorso parte del lago e della ciclabile con il mio taccuino a caccia di un’ispirazione che, seppur non sia arrivata ad imprimesi su fogli di carta, si è dipinta nella mia mente.

Il bello di questa zona è che hai una scelta infinita di luoghi e cose da fare: se vuoi andare a Riva del Garda in 15 minuti ci sei, se vuoi andare a scalare basta andare verso il castello di Drena [direzione Lavini], se vuoi andare in bicicletta c’è tutta la ciclabile che ti occore. Infine se, come me, vuoi perderti in un bosco pieno di storia…continua a leggere questo post.

percorso archeologico - cavedine - fonte romana - trentino

 

Dal Lago di Cavedine c’è una strada [segnalata] che ti porta in meno di 6 km a Cavedine, un paese spesso dimenticato ma che, oltre ad aver dato il via a #trentinodavivere, nasconde una storia straordinaria: dall’età del bronzo a quella Romana, fino ad arrivare alla prima guerra mondiale.

Oggi vi racconto di un percorso che pochissimi conoscono ma che tutti possono fare in meno di due ore: la passeggiata archelogica e la Fonte Romana sulla cosidetta “Strada Romana”

strada romana Questa strada che corre lungo la dorsale occidentale della Valle di Cavedine costituiva un tratto collaterale della principale via di comunicazione nord-sud che congiungeva Tridentum al Garda

Cavedine non è grande, non farete difficoltà a trovare le indicazioni. Potete lasciare la macchina nella piazzetta della chiesa ed incamminarvi lungo questa strada piena di influenze storiche. Qui ho fatto una pausa, per un doveroso cambio di scarpe e ho messo le mie Lizard da trekkingperché anche se il sentiero è adatto a tutti non mancano sali e scendi con sassi a tratti scivolosi.

La prima meraviglia che si incontra è la Fonte Romana è uno dei rari esempi della pratica romana di eredità etrusca, di costruire i pozzi per raccogliere le sorgenti migliori di un’intera zona. Eccellente esempio di fonte scavata nella terra, è un segno di notevole pregio e valore unico in Trentino che i Romani, maestri di acquedotti e fontane, ci hanno lasciato.

 

Fonte Romana - Valle dei Laghi
Costituita da un breve “volt” discendente attraverso una scalinata, conduce ad una camera principale, sostenuta da un arco a tutto sesto, dove si trova la grande vasca di pietra in cui la fontana raccoglie una sorgente perenne.

Per vederla dentro andateci!! 😉

La Cosina - valle dei laghi

Proseguendo per il sentiero tra filari di viti e vegetazione spontanea, il paesaggio circostante ti regala energia e armonia mentre ti accompagna  verso la seconda perla di questo percorso: “La Cosìna”

La Cosìna è una Grotta naturale ottenuta dall’erosione della roccia calcarea, fu scoperta ad opera del parroco di Madruzzo, Vogt, nel 1912 e successivamente esplorata ed analizzata da numerosi studiosi, tra cui Giacomo Roberti, per i numerosi ed interessanti reperti ivi ritrovati.
La datazione che si è giunti ad attribuire a tali ritrovamenti, ne colloca il primo utilizzo nell’Età del bronzo antico (II – III millennio a.C.). All’epoca l’uso di grotte sepolcrali era assai diffuso, perché si cercava di proteggere il defunto celandolo con la pietra (grotte o cumuli di pietre).
Nella nostra grotta sono state ritrovate ben cinque sepolture, con tanto di corredo funebre con utensili in selce, vasellame in ceramica, una lama di pugnale.

Da ultimo il sito fungeva da rifugio per pastori di diverse epoche successive, che usavano accendere il falò, per riscaldarsi e cucinare, presso l’imbocco della grotta. Da questo uso deriva il suggestivo nome di Cosìna.

Anche qui si può entrare. Anzi…si deve entrare! Io mi sono perso tra le pareti al suo interno.

M’incammino nuovamente e il sentiero si fa un pochetto più duro, la salita non manca, ma si tratta di pochi metri e, nonostante il sabato sera nelle gambe, non faccio fatica ad arrivare sulla radura in cui si trova una Madonnina votiva, luogo di preghiera che forse è stato messo lì per prepararti ad uno degli ultimi passaggi di questo percorso: “Carèga del diaol o Trono della Regina” III sec. d.C

L’ipotesi più attendibile è che la “Carèga del diaol” sia un’iscrizione funebre incisa su roccia e commissionata da Publio Liamno in onore degli dei Mani e della moglie Prima Liberta.

Perché “Carèga del diaol”?

 

Carega del diaol

Viene ipotizzato che in seguito alla diffusione della religione cristiana i seguaci del paganesimo rimasti si sarebbero ritirati sui dossi sopra Cavedine per costituire i loro luoghi di culto.
Anche la pietra sacrificale, ritrovata e conservata presso il museo civico di Rovereto, conferma l’ipotesi circa l’origine della sua denominazione.

Di fronte all’iscrizione non nascondo che un brivido mi ha attraversato: ormai si erano fatte le sei e mezzo di sera, nel bosco c’ero solo io e, sarà stata suggestione, ma ho trovato questo posto un po’ inquietante…

Nello scendere verso il paese, se si presta un po’ di attenzione perché non sono segnalate, si possono individuare delle “incisioni rupestri” su lastroni, come coppelle, croci, impronte di mani. Qui la datazione da parte degli esperti non è stata possibile, ma i ritrovamenti confermano presenza umana e cambiamenti religiosi di questo luogo: lo si capisce anche dall’’ultima deviazione a sinistra del sentiero che porta al Doss di San Lorenzo, dove sorgevano i primi siti abitativi con castelliere preistorico, il tutto testimoniato dal rinvenimento di resti di una piccola officina per il bronzo.

Che dirvi? Io mi sono letteralemente perso in questo percorso meraviglioso…fate voi ;)!

Le descrizioni sono state prese dal sito www.prolocostravino.it

Altre info utili:
Lunghezza: m 3.500
Dislivello 104 m in salita e in discesa.
Cavedine: 504 m. s.l.m.
Carega del Diaol: 580 m. s.l.m.
Tempi di percorrenza: h 1.30 – 2
Tipo di pavimentazione: Strada sterrata, sentiero, asfalto.
Indicazione gialla:“passeggiata turistica archeologica”
Incroci con sentieri segnati: Ippotrekking

 

A pochi passi dalla città un mondo che [non] conosci: “la Strada Romana” ultima modifica: 2015-05-18T15:58:19+00:00 da Redazione

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